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"Cerini da Viaggio è un motore alimentato dal propellente della creatività e messo in moto dalla comunità solidale di tutti gli ingegni impazienti. Genera conoscenza connessioni incontri, alimenta passioni, traduce sogni in scintille e non danneggia l'ozono!"

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mercoledì, 23 luglio 2008
ROBERTO
 
Quando avvitava i bulloni Roberto era molto sicuro d sé, sicuro come una persona che parla la propria lingua. Quando usciva con una ragazza invece non parlava proprio la sua lingua, era più come averne imparata una a livello scolastico.
Il risultato era una fondamentale assenza di spontaneità che su un ragazzo bruttino avrebbe avuto un effetto devastante mentre su di lui spaccava. Nel senso che le ragazze impazzivano di fronte a questo jamesdean impacciato.
No, no, scusate, questo racconto non è ancora stato scritto, arriva solo fino qui.
Eccone due belli e finiti per voi.
Hi Hi.
PRIGIONIERI DELLA TRASPARENZA lorettapatriniTRENTA PASSI lillonahum
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venerdì, 11 luglio 2008
Via Lagrange

In via Lagrange c'è tutto.

Davvero. Una persona potrebbe non uscire mai da quella via e stare bene. C'è un parrucchiere cool, ma davvero cool, in un loft bianco gigantesco senza nulla attaccato alle pareti, qualche lavandino, sedie, specchi e tanti ragazzini zazzerati in t-shirt nera che si muovono nervosamente come mosche. C'è un sarto indiano, pronto a tutto, dall'orlo dei pantaloni al vestito da sera. C'è il ristorante giapponese più buono di milano, con il logo più bello, premio oscar gentilezza e simpatia. C'è una signora che con dolcezza ti fa un trattamento estetico che permette di indossare il costume da bagno più ridotto del reame. C'è la ragazza che fa i tramezzini vegetariani con l'avocado e la maionese di soia, abbinati a frullati multigusto e multicolore, unica. C'è la pittrice, che alle otto di mattina già dipinge nel suo atelier. E ogni giorno io passo a salutarli tutti e loro puntualmente non mi riconoscono. Perchè? Leggetelo in uno dei due racconti.

IL VOLO DELLA BAMBOLA francescapampinellaTUTT'ALTRO CHE ONNIPOTENTE nicoladanese

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venerdì, 04 luglio 2008
Visto si stampi…e si porti sotto l’ombrellone!
Quando sono al mare mi manca la città, quando sono in città mi manca il mare. Vivo in questa schizofrenia. E allora torna da dove sei venuta! Mi direte: una città, non metropoli, ma di ottime dimensioni appoggiata su un mare balneabile.
Ma che ci posso fare se quando sono a Genova, dopo un’ora mi manca Milano?
La vita è strana.
Per chi invece al mare c’è o ci sta per essere, tranquillo e beato, ecco i primi due racconti dei narratori del corso di quest’anno. Uno ambientato al mare e l’altro in città. Naturalmente.
La prossima settimana vi mando altre storie da stampare.

 

CARNEVALE edoardonavoneCORSIE PARALLELE vittoriamazza

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venerdì, 28 marzo 2008
Workshop di Regia cinematografica
L'ospite del nostro blog questa volta è Giacomo Gatti pronto a tenere come ogni anno il suo rodatissimo workshop di regia L'uomo con la macchina da presa alla Macchina dei Sogni.

Cosa ci si deve aspettare dal tuo corso di regia?
Vorrei riuscire a sollevare una grande curiosità e voglia di agire… per me il corso dovrebbe iniziare a fine corso. Il cinema, la regia è un lavoro molto PRATICO. Prima è nato il cinema, poi le scuole di cinema, il cinema si impara facendolo.

Quindi niente teoria?
Tutt’altro, la teoria è un passaggio importantissimo, perché aiuta a vedere i film con occhi diversi da quelli di un comune spettatore, però il mio corso è finalizzato all’azione. Il regista è prima di tutto colui che riesce a dare concretezza alle immagini che gli passano per la mente, per questo il primo compito che do è trovare il materiale per girare il proprio corto di esercitazione e girarlo.

Metterai gli studenti di fronte alla cruda realtĂ  degli ostacoli pratici?
Diciamo che chi intraprende questa strada dev’essere armato di forza ed energia inesauribile, uno si deve dire “so che è impossibile farlo e quindi lo faccio”. Nel cinema c’è l’equivoco che chi è creativo può realizzare un film, invece non basta. Come nell’architettura: oltre alla creatività serve un progetto preciso, il coordinamento di varie squadre di lavoranti, un investitore che finanzi il progetto… Quindi l’aspetto visionario è necessario ma insufficiente. Poi se uno ci crede i soldi si trovano sempre. Olmi una volta mi ha detto:”Avere in mano un progetto vuol dire avere in mano il futuro.”

Ci racconti il tuo incontro con Ermanno Olmi?
Le nostre strade si sono incrociate alla Falck di Sesto San Giovanni. Olmi è stato chiamato da Renzo Piano per documentare la riconversione dell’area ex-industriale milanese e io avevo girato anni prima i miei cortometraggi proprio in quelle fabbriche dismesse. Gli sono piaciuti i miei lavori e così è iniziata una collaborazione che poi si è sviluppata anche su altri progetti. Mi ritengo fortunato.

Infine, la cosa di cui vai piĂą fiero come regista?
Direi che vado fiero di essere riuscito a fare dei cortometraggi che mi rappresentano. Di aver trovato la forza di farlo. Il consiglio che do sempre a tutti, anche a me stesso da quando ho 12 anni, è quello di superare tutti i “lascia perdere” e gli ostacoli invalicabili che trovi sulla tua strada, che sono tanti, e andare avanti.

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martedì, 19 febbraio 2008
Giornalismo cinematografico
E’ la volta di Mauro Gervasini, che terrà il corso dall’impegnativo titolo Gocce di inchiostro su pellicole roventi, per il 3° anno consecutivo alla Macchina dei Sogni. Il ciclo di 10 lezioni si propone di illustrare in maniera articolata tutte le possibilità dello "scrivere di cinema". Chiediamo a Mauro che sorprese ci riserverà quest’anno.

Come imposterai il tuo corso di giornalismo cinematografico?
Ormai siamo al 3° anno e la struttura è ben rodata, però non mancheranno evoluzioni importanti. Oltre a esplorare, come negli anni passati, le forme di scrittura e promozione cinematografica legate alla stampa (giornali generalisti e di settore), al web (siti dedicati al cinema) e agli uffici stampa, approderemo al mondo della radio. Prima novità. La seconda novità è un viaggio nell'universo delle strategie di comunicazione e promozione del film NON squisitamente cinematografiche.

Tipo The Blair Witch Project?
Più o meno…ma basta guardare un film appena uscito nelle sale che si intitola Cloverfield: è stato promosso solo attraverso Internet e con tecniche specifiche alternative come il viral marketing. Ne parleremo al corso. Verrà un ospite che si occupa professionalmente di questo tipo di promozione, Alessandro Folador, che ci introdurrà questo ulteriore ambito della scrittura cinematografica e di promozione del cinema. Personalmente parto dal presupposto che oggi è talmente difficile fare il giornalista culturale che più si allarga lo spettro della conoscenza dei modi di comunicazione e meglio è per la formazione personale.

I partecipanti saranno impegnati a scrivere?
Sì. Come gli altri anni ci saranno le due prove standard, ossia una recensione scritta e un articolo di presentazione. Poi dopo la lezione di case study dedicata all’analisi dettagliata di un film si potrà scrivere, questa volta in modo facoltativo, una riflessione sul film analizzato.

Se parliamo di te, quale attivitĂ  ti ha dato piĂą gusto?
Be’, il mio cuore batte per Film Tv, senza dubbio. Però ultimamente ho curato insieme a Federico Roncoroni una raccolta di saggi dal titolo Come il maiale. Piero Chiara e il cinema. Contiene saggi di Paolo Mereghetti, Alberto Pezzotta, e un trattamento inedito dello stesso Chiara. Devo dire che è stato appassionante.

Cerino incendiato dall'ingegno impaziente di lio , incontri
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venerdì, 08 febbraio 2008
Scatola di Montaggio
Ed ecco a voi Tommaso Feraboli, montatore cinematografico, terrà anche quest’anno il Workshop di Scatola di Montaggio alla Macchina dei Sogni. Da domenica 2 marzo per tre week-end sarà tutto nostro! Approfittiamone.

Cosa ci racconterai al workshop?
Vi racconterò come si entra in una sala montaggio, come si organizza la sala, come arriva il materiale da montare e come è meglio organizzarlo e infine come si monta.

Più teoria o più pratica?
Entrambe. Un po’ di teoria cinematografica ci vuole e poi chiederò agli allievi di fare da montatori mentre io farò il tecnico per loro. Perché concentrarsi su come far funzionare Avid fa disperdere troppe energie che devono essere impiegate nelle scelte di montaggio. Lo scopo del corso è imparare cosa si deve fare di fronte a tante immagini da mettere insieme: scelte continue di stile, di modo, cosa tenere, cosa buttare.

Cosa farai tu e cosa Giacomo Gatti?
Giacomo, in quanto regista, analizzerà il linguaggio cinematografico dal punto di vista del montaggio naturalmente. Io spiegherò le parti più tecniche e farò vivere in pratica ciò che Giacomo ha spiegato in teoria.

Quale lavoro ti ha reso più fiero?
Be’, come montatore capita di lavorare con tanti tecnici e creare un bel rapporto di lavoro con loro è già di per sé una soddisfazione. Artisticamente sono molto contento dei miei cortometraggi, che ho montato solo per il gusto di farlo. Non ti dico i titoli ma si trovano inserendo il mio nome su IMDB.

Quali film consigli di vedere per arrivare preparati al Workshop?
Into the Wild e American Gangster. Propongono due linguaggi differenti tra loro, due stili di montaggio molto diversi ma la resa è ugualmente esemplare.
Cerino incendiato dall'ingegno impaziente di lio , incontri
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giovedì, 24 gennaio 2008
Trailers & Manifesti
Max CrociDa buoni blogger abbiamo scucito un’intervista via e-mail al mitico Max Croci, ossia colui che terrà la prossima lezione-evento della Macchina dei Sogni che avrà luogo giovedì 31 gennaio dale 19.30 alle 22.30 presso la nostra sede. Inutile un’ulteriore presentazione: leggiamo cosa ci ha raccontato de sé e di cosa ci dirà.

- Ci faresti una breve anticipazione di cosa dirai all'evento speciale?
Parlerò dell'aspetto più commerciale della produzione di un film: la sua promozione. Si potrebbe ricostruire la storia del cinema - soprattutto quello americano - attraverso i manifesti cinematografici e i "prossimamente" che un tempo venivano proiettati nelle sale e che oggi affollano tv e internet. Prenderò in esame molti classici hollywoodiani.
Come venivano "venduti" al pubblico?
C'erano regole da seguire per creare un'immagine accattivante?
Chi ha creato le immagini pubblicitarie dei film che ancora oggi sono di riferimento?
Come si costruiva il trailer perfetto?
Come veniva adattato un trailer negli altri paesi?
Quanto e come è cambiata la promozione di un film?
Tra gli esempi più curiosi mostrerò trailers costruiti come cortometraggi, "prossimamente" strutturati come "making of" e trailers con testimonial d'eccezione come il regista stesso (vedi Hitchcock) o l'autore del romanzo da cui il film è tratto.

- Qual'è stato il tuo percorso artistico? La regia è sempre stato il tuo sogno?
Il mio percorso "artistico" inizia proprio dagli studi artistici e dall'immagine disegnata: illustratore e art director per la pubblicità. Ma è vero: il cinema è sempre stata la mia passione e ho realizzato il mio sogno nel '95 con un ironico cortometraggio, "Queen Be".
Poi sono arrivati altri corti (con il 2007 siamo a 12), molti spot pubblicitari e la tv: i documentari per Sky (Italia 70, il cinema a mano armata, L'Italia dei generi, Eros e cinema, Tracy&Hepburn e molti altri) e la sit-com "La strana coppia" con Luca&Paolo.

- Come hai iniziato a interessarti al mondo dei trailers? (E puoi scriverci per favore la pronuncia corretta di questa parola inglese che crea così tanti problemi agli italiani. Grazie!)
L'immagine grafica che accompagnava i film degli anni '50 ha da sempre esercitato su di me fascino e desiderio di emulazione, ai tempi del liceo ridisegnavo le mie locandine preferite. Ho scoperto invece il mondo dei trailers grazie a una maratona notturna di Italia 1 (temo fossero i primi anni '90...) e come prima cosa io e un mio amico abbiamo ridoppiato in chiave demenziale quello di "Viale del tramonto".
Allora non era facile recuperare o vedere i "prossimamente" (giusto in America erano presenti in qualche VHS a edizione speciale). Con la nascita dei DVD i trailers sono praticamente un bonus fisso per tutte le edizioni e questa è una meraviglia, non trovate?
Quanto alla pronuncia... Dovrebbe essere "tre(i)ler", all'americana. Vi rimando comunque a questo magnifico sito dove avraete la possibilità di sentirlo pronunciato perfettamente sia in inglese-USA che UK: www.wordreference.com/enit/trailer

- Perché ti definisci pigro?
Perché amo oziare davanti alla tv con un film e perché rimando sempre a domani quello che potrei/dovrei fare oggi.
Un esempio?
Non ho ancora scalettato tutti i trailers che intendo mostrarvi...
Cerino incendiato dall'ingegno impaziente di lio , incontri
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mercoledì, 18 gennaio 2006
Buoni propositi
In effetti è già quasi un mese che siamo nel 2006 quindi i giorni dei buoni propositi per l’anno nuovo sono passatelli ormai.
Ma perché bisogna essere così precipitosi
Sì, ci hanno insegnato che quando ci sono di mezzo i soldi non c’è tempo da perdere e infatti abbiamo imparato: il 20 ottobre i panettoni sono già nei supermercati, il 5 novembre il presepe è già pronto, il 15 dicembre le vetrine espongono i costumi da bagno e il 18 dicembre molti di noi hanno già fatto il veglione per portarsi avanti.
Ma qui non c’è bisogno di guadagnare tanto. Ho incontrato il 2006 si è instaurata tra noi una certa naturalità se non proprio confidenza e ora mi sento pronta a elencare, con calma, le mie regole per un 2006 obliquo.
  1. vederla da un altro punto di vista
  2. ascoltare l’elettricità fino a commuoversi
  3. stare attenti, l’attenzione veicola la commozione
  4. distrarsi
  5. vederla da un altro punto di vista ancora
  6. se ci passano qualcosa da fumare, fare qualche tiro
  7. prendersi tutta la pioggia possibile prima che diventi un pericolo
  8. divertirsi con nuovi oggetti di pensiero
  9. rivederla dal primo punto di vista, quello che da solo non andava bene
  10. non rannuvolarsi per pigrizia
  11. bollire la verdura per domani
  12. giocare alle tre carte con i punto di vista accumulati
  13. continuare a ignorare il modo di affrontare l’argomento
  14. coltivare una certa pigrizia
  15. affrontarlo comunque
Ho finito. Segnalo solo la cosa più commuovente della prima lezione di quest’anno: un intervento di Sarathehutt, nel bel mezzo del discorso della Chicca, che mi ha fatto riflettere su quanto gli appassionati di cinema siano personaggi diabolici. Ma come fa Sara a sapere che Luchino Visconti pretendeva dagli scenografi gli armadi pieni anche se la sceneggiatura non prevedeva la loro apertura?
Mistero.
Cerino incendiato dall'ingegno impaziente di daily dreams, lio
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lunedì, 05 dicembre 2005
Daily Dreams
Se fossimo alla prima lezione avrei potuto soffermarmi con agio nei particolari, miei amati.
Avrei potuto descrivere l’abbigliamento di Angela, la sua giacca da grillo parlante.
Parlare di quanto Alessio, il più giovane, assomigli a un piccolo Kubric.
Della cravatta nera di Rosario ben nascosta dentro la camicia bianca.
Ma non posso.
Non ha più senso dilungarsi nei particolari adesso. Nel frattempo sono successe troppe cose.
Ormai: siamo capitati in un bar semi vuoto dove una ragazza russa ha improvvisato una lap dance e si è infilata nel bagno mentre Ale piccolo faceva pipì.
Abbiamo individuato chi sono i registi del campo lungo.
Abbiamo perso completamente la calma di fronte a due videoregistratori che una sera hanno abbandonato il loro fedele servizio decennale.
Abbiamo pianto davanti all’intervista all’operatore di Ozu.
Abbiamo visto Sara spiccare un salto in aria nel mezzo della lezione quando la maestra ha accennato al finale di Spartacus.
Abbiamo visto eleggere a furor di popolo il sex-symbol dei narratori.
Stiamo tutti per comprarci la bibbia di Drouzy, Carl Theodor Dreyer nato Nilsson.
Siamo in grado di citare Greg Toland come se niente fosse, così, nel mezzo di una conversazione qualunque.
Una parte di noi si sta dedicando con impegno alla stesura del saggio “Del perché le veline si fidanzano con i calciatori e altri problemi della nostra società”.
Abbiamo imparato la differenza tra regista, autore e maestro e non ci fregano più.
E poi c’è stata la notte magica. E per rappresentarne la magia qualcuno ha mandato giù dal cielo chili di neve come scenografia, con grande stizza della produzione. E da una casetta dove alcune ragazze hanno parlato di qualsiasi cosa è nato questo.

Ah, ieri ho visto una scritta su un muro di Milano: HO BISOGNO DI UNA CASA PER POTER GIRARE IL MONDO e ho pensato che questa è la casa degli Ingegni Impazienti.

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