gli INGEGNI IMPAZIENTI della

"Cerini da Viaggio è un motore alimentato dal propellente della creatività e messo in moto dalla comunità solidale di tutti gli ingegni impazienti. Genera conoscenza connessioni incontri, alimenta passioni, traduce sogni in scintille e non danneggia l'ozono!"

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martedì, 20 marzo 2007
Una petizione per il diritto allo studio
Capita spesso di imbattersi in rete in petizioni e appelli sui più svariati argomenti.
Alzi la mano chi non abbia aderito almeno una volta, anche solo si fosse trattato della richiesta di non cancellare la propria serie tv preferita.
In effetti, nonostante il grande numero di iniziative del genere e la facilità con cui Internet le può veicolare, capita raramente di imbattersi in battaglie dal grande impatto sociale.
E' questo invece il caso della petizione promossa da ANITEL (Associazione Nazionale Insegnanti Tutor e-Learning) che nel proprio sito si batte per eliminare il pagamento alla SIAE del copyright sul materiale protetto da diritti d'autore nel campo della formazione, dell'insegnamento e della cultura senza fini di lucro.
L'iniziativa nasce come reazione ad un pesante intervento sanzionatorio della SIAE nei confronti di un docente di scuola media, Enrico Galavotti, reo di aver mostrato delle opere d’arte ai suoi studenti.
Macchina dei Sogni e gli ingegni impazienti di Cerini da Viaggio, aderiscono alla petizione che a tutt’oggi conta ben oltre 7 mila firme.

PER LEGGERE E SOTTOSCRIVERE LA PETIZIONE >>>
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lunedì, 19 febbraio 2007
Bambole, ovvero quello strano mondo fatto di star e fashion
C’è un momento nella vita di ogni donna che cambia definitivamente il corso degli eventi, ed è quando si abbandonano le bambole. È un momento forse ancora più importante del menarca, anche se spesso è concomitante, perché è lì, quando si prende in mano la bambola e non si sa che farsene, che la mente ha preso nuove strade definitive.
Oh, i segnali c’erano già stati. La Barbie, fino ad allora pilota indomita di macchine sportive rosa e proprietaria di camper decorati a fiori, da qualche tempo è diventata una vogliosa sporcacciona. Il Ken le sta sempre addosso, e nessuno dei due porta la biancheria intima a mostrare, almeno, un minimo di decenza. Nel bel bagno di plastica viola, con vere bolle di sapone nella vasca, si consumano gli amplessi più lussuriosi. Per non parlare delle orge tra il bambolotto, di solito uno solo nella collezione, e il resto delle varie Barbie o Skipper, a cui magari crescono pure i seni girando opportunamente il braccio.
Insomma, prima di finirla con le bambole c’è la fase sesso simulato, poco prima di prendere il tutto e metterlo nel classico scatolone destinato all’esilio in cantina. Con grande sollievo della mamma, la quale finalmente può riprendersi i due ripiani dell’armadio che erano stati adibiti a casa della bionda snodabile californiana (perché non si è accorta di quanto vi è successo fino a quel momento).
Ma c’è una cosa che nel cervello di ogni ex bambina, o futura donna, non smette mai di creare fascino: il cambio dei vestiti. La dipendenza da Barbie non nasce tanto dai vari accessori, quanto dai suoi meravigliosi abiti, vera croce per il portafoglio dei genitori. Perché tutte le femmine, siano esse di piccole dimensioni o adulte, adorano giocare con il look. Il proprio o con quello dei figli, la materializzazione in carne e ossa dei giocattoli dell’infanzia.
Succede che chi non ha potuto sbizzarrirsi con le Barbie l’ha fatto con le figurine di carta. Donnine ritagliabili da abbigliare con un guardaroba altrettanto cartaceo. Un gioco che rappresentava un surrogato, ammettiamolo. E che oggi sembra essere passato di moda, almeno nella sua versione fisica.
C’è quindi chi ha pensato di trasferirlo in un ambiente virtuale. Si chiama Stardoll.com, ed è una community per adolescenti a cui si offre la possibilità di vestire le star.

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venerdì, 24 novembre 2006
Giochiamo a Kevin Bacon?
6 degrees of separation“Giochiamo a Kevin Bacon?”
E' una frase che ho sentito spessissimo in molti telefilm e sit-com americane. Ci avevate mai fatto caso?
L’ho sentito in una puntata di Buffy, in Will&Grace, addirittura in Family Guy (aka I Griffin in Italy), ma ringrazio il buon Paul Raiser che ne ha spiegato il significato nella sit-com Mad About you (quella con Helen Hunt).
Cari amici cinefili, aprite le orecchie, perchè il gioco è davvero favoloso per noi: pensate al nome di un attore, uno qualunque, anche non per forza americano, magari anche ad un regista.
Fatto? Bene.
Io, per esempio, ho pensato ad Anna Magnani. Ora cerco di connetterla a  Kevin Bacon in tre passaggi al massimo. Impossibile? E poi come? La soluzione potrebbe essere questa:
  • Anna Magnani ha lavorato con Anthony Quinn ne Il Segreto di Santa Victoria (1969)
  • Anthony Quinn era in Revenge (1990) con Kevin Costner
  •  Kevin Costner era in JFK (1991) con... rullo di tamburi... Kevin Bacon
Questo gioco è talmente popolare in America che l’Università della Virginia ha nel suo sito ufficiale uno strumento potentissimo per “barare” al gioco, creato da un gruppo di studenti in Ingegneria. Vai nel sito, inserisci il nome del personaggio del cinema scelto e aspetta il responso dell’Oracolo (che sfrutta il data base di IMDB). Questo strumento ha avuto talmente tanto succeso con Kevin Bacon, che alla fine è nato un vero e proprio Oracolo degli Attori che mostra le connessioni tra due personaggi cinematografici (si, è proprio quello di cui Beppe Grillo parla nel suo spettacolo). Ed è possibile divertirsi ad entrare nella Hall of Fame cercando nomi che abbiamo gradi di separazione ben al di sopra di sei. Certo che è curioso: da un gioco nato in un dormitorio studentesco alla empirica dimostrazione della teoria dei 6 gradi si separazione.
... posso darvi un consiglio? Io gioco spesso a Kevin Bacon nella mia testa: è un modo favoloso per prendere sonno, per distrarsi dalle preoccupazioni e, si, dai, anche per sentirsi dei geni/nerd in qualcosa!
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martedì, 21 novembre 2006
si. può. fare.
Il web è la Fantasylandia di coloro che vogliono mostrarsi e non sanno dove altro far vedere cosa sanno fare.
Ma non stiamo parlando di porno ;-) ne tantomeno di "bullismo elettronico", che poi è solo una conseguenza nuova di un fenomeno vecchio.
In internet è facile per gli amanti del cinema imbattersi in siti dove vengono proposti cortometraggi, possibili sceneggiature, offerte di collaborazione, lavori di registi affermati senza produzione e così via.
Ancora più facile però è trovare del materiale autoprodotto solo ed esclusivamente per divertimento. Capita poi spesso che ci si resca a costruire anche un certo seguito.
E' capitato ai coniglietti creati da Jennifer Shiman che grazie al sito angryalien.com è diventata famosa in tutto il mondo con i suoi "film in 30 secondo" creati con animazioni Flash.
E poi ci sono milioni di filmati che, grazie anche all'invenzione "YouTube", sono stati visionati da milioni di persone. Spesso si tratta di piccoli lavoretti tirati su tra amici al solo scopo di divertirsi o di stupidate colossali fatte solo per alimentare degli enormi ego.
Spesso però si incontrano delle vere e proprie chicche che riescono a divertire grazie a ottime trovate e a stupire grazie all'uso innovativo dei pochi mezzi a disposizione.
Continuando a parlare di parodie, come nel caso degli alieni arrabbiati, c'è n'è davvero per tutti i gusti: dai sequel impossibili (questo di Titanic è favoloso) al trailer di Shining, montato come se si trattasse di una commedia romantica.
Ancora una volta le nuove tecnologie si rivelano come un ottimo strumento per poter incanalare la propria creatività... per quanto ancora ce lo lasceranno fare?
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lunedì, 09 ottobre 2006
I've had this motherfucking revolution
SoaPSarà stato per colpa della Tv, o dell'Home Video o delle più moderne tecnologie digitali, ma è certo che il modo di fruire il cinema e l'attezione degli spettatori sia decisamente in crisi.
Il Sistema (con la esse maiuscola) è cambiato, ma il System (sia quello main stream che quello indie) sembra infischiarsene e non accenna ad adeguarsi ai tempi.
Eppure ci sono alcune eccezioni.
Negli anni ’90 il caso “The Blair Witch Project” aveva mostrato come utilizzare la rete per far conoscere un film e farlo diventare un fenomeno di cassetta, nonostante il suo reale valore artistico. Quest'anno invece è apparso nelle sale “Snake on a Plane”, B-Movies che ha usufruito della rete in maniera innovativa nella fase di pre-produzione.
La sceneggiatura di SoaP, infatti, è stato scritta all’interno di un blog. Lo sceneggiatore Josh Friedman, che per intenderci ha scritto la prima stesura di “The Black Dhalia” e di “La Guida Galattica per Autostoppisti”, ha iniziato a parlarne nel 2005 all’interno delle pagine del suo blog. Un’idea semplice: un B-movie ispirato ai film catastrofici degli anni ’70 dove unire due grandi paure ancestrali: quella di volare e quella per i serpenti.
I visitatori del blog hanno iniziato a partecipare alla stesura e nel giro di poche settimane la voce si era sparsa in rete facendo impazzire i blogger che continuavano a fornire spunti per scene, gag, dialoghi.
La macchina si era messa in moto e il successo è stato tale che la New Line Cinema, proprietaria dei diritti, ha continuato sulla stessa linea continuando a cambiare lo script in base alle indicazioni fornite dai lettori.
Intendiamoci, SoaP non è certo un gran film. Vi si narrano le gesta di un gangster cattivo che vuole uccidere il solito testimone scomodo e per farlo fa in modo di infestare l’aereo dove viaggia con centinaia di serpenti e dove sarà compito del polizziotto, rude ma buono, quello di salvare la situazione. Tutto questo non prima che pubblico si sia gustato una buona dose di ammazzamenti spettacolari e battute sarcastiche. In pratica una bella boiata, ma, si spera, almeno colorata e divertente.
Negli USA nei primi giorni di programmazione il film era primo nelle classifiche del box office e la frase pronunciata dal protagonista Samuel L. Jackson, “I’ve had this moterfucking snakes out of this motherfucking plane”, è diventata un tormentone. In Italia invece, dove la storia della pre-produzione è conosciuta solo da qualche blogger e da chi ha la possibilità di seguire il David Letterman Show, il film è usito la scorsa settimana e non sta andando bene. Probabilmente sparirà presto, anzi forse è già sparito.
Non è certo mia intenzione quindi elogiare il film, ma forse si tratta di un modo come un’altro per riflettere su come il web possa essere usato in maniera creativa per esprimersi e per esprimersi in maniera creativa.
Cerino incendiato dall'ingegno impaziente di sarathehutt, webdrome
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mercoledì, 22 marzo 2006
Siti utili

Si avvicinano le elezioni e... per caso voi sapete che cosa fare?
Avete dei dubbi su cosa votare? Oppure avete gia' preso una decisione?
In tutti e due i casi, internet vi viene in aiuto e vi mette a disposizione uno strumento fantastico:

  • www.voisietequi.it

Il funzionamento è semplice, basta rispondere a qualche domanda e avrete una mappa del vostro orientamento politico rispetto ai partiti e quindi saprete quali sono i partiti che vi rappresentano di più.
Se siete indecisi, il sito vi può essere d'aiuto, se avete gia' le ideee chiare potreste avere delle sorprese.
Speriamo di poter pubblicare a breve la mappa del Deus ex Machina, anche se ho già qualche idea di come potrebbe essere...
Se poi volete una conferma, potete provare www.dimmichiseitidirochivotare.it che con domande diverse vi può dare fornire l'ultima conferma.
Personalmente mi sono divertita a fare questi test e li ho trovati un'idea geniale. Occupandomi di internet e di web content, mi sono mangiata le mani nel dire: "Ma perche' non ci ho pensato io!".
Eppure leggendo le domande, soprattutto del Voisietequi, ci si rende conto di quanta disinformazione serpeggia nei media tradizionali.
Possibile che alcuni di questi temi non siano trattati dai giornali e dai TG?
Possibile che sia ormai necessario auto-formarsi per informarsi?

Per fortuna che c'è Internet...
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mercoledì, 08 marzo 2006
I film sul web

Ma li avete mai visti i siti dei film?
Internet, soprattutto nel mondo anglosassone, è uno dei media di punta per distribuire e promuovere un film.
Ci sono certi siti in cui è possibile scaricare il trailer in diversi e svariati formati, leggere la sinopsi e de anticipazioni, scaricarsi dei gadget (wallpaper, screensaver, puntatori, suoni...), giocare a dei giochi ispirati ai personaggi e alla trama.
Spesso il sito diventa un vero e proprio happening in cui il film stesso si apre a nuovi scenari, vengono fornite nuiove informazioni, personaggi minori prendono corpo. Quelle che era successo con Whatisthematrix, ma che altro non è che una deriva delle azioni di merchandising, quel tipo di promozione inventata da George Lucas dopo l'uscita di Guerre Stellari e che ora è usata anche per vendere il cinema d'essai. Matrix in effetti è stato uno dei primi esempi di film extrafilmico, ovvero la cui esperienza non si concludeva con la visione del film, ma che comprendeva anche il sito, il videogioco, gli animatrix, eccetera. Una volta finita (male) la trilogia, ci è rimasto un sito che propone novità per il (sempre meno nutrito) fandome con notizie sui registi e i protagonisti.
Ma internet funziona soprattutto per la promozione e su questo fronte fu eclatante il caso di Blair Witch Project che senza il tam tam nato in rete (furba operazione di marketing?), probabilmente non avrebbe mai visto le sale. Sarà stato vero? Chi lo sa, però ha funzionato?
Attualmente è possibile trovare in rete alcuni siti veramente formidabili che servono proprio a veicolare l'uscita di alcuni film, e tra quelli in circolazione in questo moment nelle sale italiane ne consiglio uno su tutti, ovvero Wallace e Gromit e la maledizione del coniglio mannaro: divertente, colorato e ricco di contenuti, proprio in linea con il film.
Per chi ama il cinema e si diverte anche a fare il fan, nei siti dei film può trovare un sacco di "stuff", di roba interessante. Esistono anche siti che sono diventati community. Ad esempio il sito di del film What women want (ora non più on-line) era un luogo virtuale dove uomini con problemi di coppia scrivevano per ricevere consigli dalle donne. Esistono anche siti che vivono una vita propria e sono belli e basta. Il sito di Memento promuove il film, ma contemporaneamente propone un sito diverso che usa (non a caso) un montaggio tutto particolare. Il risultato è creativo e bello da vedere, anche se un po' ostico da navigare per i neofiti della rete,  dove gli amanti del polizieschi si possono divertire a ricostruire la storia tramite degli indizi. Esistono anche siti che fanno il loro porco lavoro di traino durante l'uscita nelle sale, per diventare successivamente una vetrina per l'home video.
E in Italia?
Noi siamo indietro di oltre un decennio, ma le cose iniziano a muoversi. Molti film italiani non hanno nemmeno un sito, altri invece nascono in rete e altri hanno addirittura un blog.
Comunque si tratta di un settore in fermento, per cui, cari distributori all'ascolto (?!?), contattatemi, perchè sono la persona giusta per far crescere il vostro reparto creativo per la promozione on-line, ;-), ci siamo capiti?

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giovedì, 26 gennaio 2006
se questo è giornalismo
Durante un intermezzo della lezione della scorsa settima di ombre elettriche, si commentava che il giornalismo è morto.
Si parlava del giornalismo di ricerca, quello che nasce dalla curiosità e dalla volontà di conoscere. Forse è per questo che oggigiorno un fatto di cronaca come per esempio la strage del Columbine è raccontata in maniera più approfondita da Micheal Moore e Gus Van Sant che non dai mezzi di informazione tradizionale. La rete però, come diceva già Bramante, è e può diventare uno strumento importante per recuperare nuove informazioni in maniera autonoma, bi(tri-quadri-enne)partisan e libera.
Sebbene si stia cercando di farci credere il contrario, in Italia la percentuale di persone digitalmente alfabetizzate è drasticamente bassa.
Eppure… eppure segnali di cambiamento sembrano arrivarci. Le webzine (testate giornalistiche presenti solo on-line) sono in continuo aumento: molte nascono, alcune periodicamente muoiono, ma il trend è decisamente in aumento. Sono tantissime i siti dedicati alle nuove tecnologie, all’informazione, all’informazione dall’estero, alla musica, al cinema e via dicendo.
Per quanto riguarda il cinema sono tantissimi i siti che fanno informazione e coniugano un linguaggio simile a quello della critica, ma che si rifà al mondo dei blog. Infatti non è raro incappare in cineblogger che sono anche critici “ufficiali”.
A tal proposito consiglio la lettura di FilmUp, CinemAvvenire, HideOut, CineBoom, Cinema 4 stelle, ma ce ne sono tante altre (e se avete delle preferenze, segnalatecele nei commenti).
L’informazione, anche quella cinematografica, sta cambiando e forse gli italiani se ne stanno accorgendo, anche se forse non è un bella notizia. Leggete quello che è successo a Bonekamp e tremate: il “malcostume” sta iniziano a serpeggiare anche in rete.
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venerdì, 13 gennaio 2006
Classificona 2005
Quando internet non esisteva io iniziavo la mia giornata verso le 11 quando finalmente il mio cervello usciva dal torpore del sonno (dopo oltre ben due ore dalla sveglia) e riuscivo a capire dove mi trovavo. Ora la mia vita è cambiata… so che la giornata sta decollando nel momento in qui ho il tempo di leggere i nuovi post dei miei blogger preferiti (Cerini a parte, ovviamente): Gokachu (di cui abbiamo già parlato), Kekkoz, Ohdaesu, Eriadan (vignette MERAVIGLIOSE) e tanti altri che piano piano cercherò di farvi conoscere.
Se ancora non siete riusciti ad entrare nel meccanismo del mondo della blogsfera, la fine dell’anno e, forse, il momento migliore. Si perché è il momento dei bilanci e da che mondo e mondo, nel cinema, i bilanci si fanno con delle classifiche.
I cineblogger, o quanto meno la maggior parte, conclude l’anno vecchio o inaugura l’anno nuovo con la personalissima classificona. Personalissima perché ognuno la stila in base a regole scritte e approvate da se medesimo seguendo valutazioni e categorie a volte improbabili, a volte geniali… ma statene certi… sempre divertenti da leggere e dalle quali imparare titoli nuovi (forse non per il Deus Ex Macchina, ma per noi comuni mortali…). Kekkoz per esempio ha visto TUTTO e cita i film in rigoroso ordine di gradimento. Gokachu e Ohdaesu hanno creato alcune categorie meravigliose come “Film che non mi aspettavo granché e invece no” o “fidanzate dell’anno”. Infamous stupisce tutti con un primo posto che fa impallidire, ma che è terribilmente dettato dal cuore e quindi ci piace.

Io non volevo essere da meno, ma visto che quest’anno ho visto molto poco al cinema, ma tra quei pochi non mancano molti blockbusters, ho stilato la mia personale classifica dei 3 film che sono andata a vedere al cinema e per i quali mi sono chiesta: “Ma con tutti i soldi e le maestranze che avevano a disposizione… ma come gli è venuto in mente?”, ovvero come fare a sprecare soldi e ingegno per produrre un film che alla fine non piace nemmeno al “popolino”:

  • Madagascar di Eric Darnell e Tom McGrath
    da cui ci si aspettava la solita Pixar e invece… che pixzzar!
    UPDATE per correzione errore: dal trailer ci si aspettava una Dreamworks in salsa Pixar e invece... che pixzzar!
  • I Fantastici 4 di Tim Story
    che altro non è che un brutto pilota per una brutta serie TV (nonostante quel gran pezzo d’uomo di Julian McMahon)
  • Chicken Little – Amici per le penne di Mark Dindal
    più ci ripenso più mi stupisco di quanto la storia fosse trita e ritrita, i disegni fossero brutti, i personaggi male abbozzati e banali: la tridimensionalità più bidimensionale che abbia mai visto!
 E voi? Quali film del 2005 vi hanno entusiasmato? Quali vi hanno deluso?

UPDATE 18/01/2005: classificona 2005 della cineblogger connection

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domenica, 04 dicembre 2005
la blogsfera
Negli anni '80 volevo disperatamente diventare critico cinematografico.
Negli anni '90 cercai di seguire, con scarso successo, i consigli di Morando Morandini che ad una conferenza disse: "Avvicinatevi al giornalismo e fate capire ai vostri colleghi redattori il vostro interesse per il cinema. Quando in redazione si libererà un posto come critico cinematografico, potrete occuparlo voi!"
Nel nuovo secolo la tecnologia invece ermette a chiunque voglia parlare di cinema di crearsi un proprio canale di comunicazione e quindi di fare il critico cinematografico...
Spuntano come funghi siti, webzine, blog, forum e portali sui più svariati argomenti, e il Cinema, in ogni sua accezione, è uno degli argomenti che vanta la maggior parte di pagine web dedicate. Certo, non tutti i siti di cinema sono gestiti da veri esperti o da persone che "vale la pena leggere", ma l'aumento dei canali fa aumentare la probabilità di incappare in buone penne/tastiere.
E' il caso della blogsfera italiana in cui risulta molto attiva la comunità dei cinebloggers. Difficile stabilire un unico profilo del cineblogger italiano, ma ci sono alcune caratteristiche che li accomuna:
  • colti
  • giovani
  • al 98% maschi
  • adoratori del cinema orientale

In tutta la blogsfera, che sarà uno degli argomenti principe di questa rubrica, consiglio innanzitutto la lettura di Gokachu.
Gokachu possiede il grande dono della sintesi che si affianca ad un tipo di "intelletualismo" che non è mai fine a se stesso. Ha un occhio davvero attento e molto raffinato e per sua dichiarazione: "adora essere commosso dai movimenti di macchina". Di lui adoro, e non sono la sola, la rubrica "il film che pare interessante della settimana", i consigli sulle uscite dei fumetti da seguire ad occhi chiusi e la grande capacità di coinvolgere i suoi lettori (i commenti sono davvero da non perdere). Eppure di lui sappiamo ben poco: è di Pisa, ama le fotografie volutamente mosse e colorate scattatte ai concerti, è un fine conoscitore della poetica di Kim Ki Duk (anche se è rimasto molto deluso da L'Arco), è molto attento all'attualità, legge manga e segue le anime, ma sopratutto guarda una tonnellata di cinema.

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