gli INGEGNI IMPAZIENTI della

"Cerini da Viaggio è un motore alimentato dal propellente della creatività e messo in moto dalla comunità solidale di tutti gli ingegni impazienti. Genera conoscenza connessioni incontri, alimenta passioni, traduce sogni in scintille e non danneggia l'ozono!"

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Tag correlati: sarathehutt
venerdì, 24 novembre 2006
stavolta non è una zingarata

Cerino incendiato dall'ingegno impaziente di ombre elettriche
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mercoledì, 22 novembre 2006
A Robert Altman


Suicide is Painless
It brings on many changes
And I can take or leave it if I please
Cerino incendiato dall'ingegno impaziente di ombre elettriche
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martedì, 21 novembre 2006
quell'unica cosa
Con colpevole e
ingiustificabile ritardo...
ADDIO JACK!

Siamo certi che tu sapessi cosa fosse "quell'unica cosa"
e che tu l'abbia trovata
Cerino incendiato dall'ingegno impaziente di ombre elettriche
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giovedì, 09 novembre 2006
Accessori da favola
di Sarathehutt e Gianluca Valt

cenerentolaLa prima cosa che viene in mente, quando un brutto giorno uno smette di credere alle favole, è che Cenerentola doveva proprio essere una gran gnocca. Perchè non è proprio da tutti infilarsi così in una festa senza essere invitate. E poi non è che fosse una festa qualsiasi, era la festa del principe, cosa che, in quel postaccio dove viveva la nostra eroina, doveva essere più o meno l'evento dell'anno. Cioè per capirsi, ci immaginiamo una festa tipo quelle di Briatore al Billionaire, ma con più stile. Senza la Santanchè e la Ventura tra le invitate, ma con Irene Bignardi e Sharon Stone.
E Cenerentola non si limita ad imbucarsi alla festa, no... lei si accaparra nientemeno che il padrone di casa! Anche se, diciamoci la verità: questa sottospecie di Brad Pitt in calzamaglia azzurra non doveva essere esattamente un genio! Ci sta che una ragazza non te la dia alla prima sera, per quanto tu possa essere di piacevole aspetto, di nobili origini e col portafoglio superdotato, però, andiamo!
Bersi così la storia della carrozza che ridiventa zucca a mezzanotte!!! E' la scusa più assurda mai inventata da una donna per schivare un accoppiamento!
E poi sto bellimbusto non doveva essere neanche tanto sveglio, se il giorno dopo, per riconoscere la sventola che aveva avuto davanti per tutta la sera, ha avuto bisogno di portarsi in giro un tacco 12, numero 38, di materiale improbabile (cristallo... ma chi le aveva fatte quelle scarpe? Donatella Versace in un momento di particolare euforia dovuta a della roba tagliata parecchio bene?).
Se avete fatto un giretto al cinema ultimamente, ne avrete ulteriori conferme. Grazie ai bondi capelli e al suo viso fanciullesco, il colpaccio riesce a Scarlett Johansson, che nell’ultima fatica alleniana fa centro con il ricco scapolo d’oro Hugh Jackman facendosi invitare alla festa... e ce la fa nonostante un costume da bagno castigatissimo color “trà-su-da-ciùck” e una caviglia che così grossa non si vedeva dai tempi delle scarpe bicolore di Sherilyn Fenn in Twin Peaks. E che dire della normodotata Anne Hathaway che, ne Il Diavolo veste Prada, grazie a qualche straccio firmato (?!?!) e all’aiuto dell’immancabile amico/collega gay, ovvero la versione moderna della fata turchina, si veste da principessa e conquista l’ammirazione del biondo ricciolone di turno? E come è finita per entrambe? No, niente spoiler, ma qui c’è da rifletterci su.
Che bello essere bambini, una favola è una favola e basta...
Cerino incendiato dall'ingegno impaziente di sarathehutt, ombre elettriche
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venerdì, 13 ottobre 2006
Addio

KapòIl carrello si è mosso in avanti ancora una volta e i suoi occhi blu si sono spenti per sempre.

Addio Gillo, ci mancherai

Cerino incendiato dall'ingegno impaziente di ombre elettriche
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venerdì, 13 ottobre 2006
Manhunter e la dialettica della visione
Perché per te vedere è tutto

Che cosa sono i film?
Sono delle 'cose' da guardare o esperienze da vivere?

Micheal Mann, adesso al cinema con Miami Vice, nel suo primo grande successo cinematografico ha parlato degli occhi, di cosa vedono e di come si guarda.

Un saggio di Giuseppe De Marco
Cerino incendiato dall'ingegno impaziente di ombre elettriche
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giovedì, 05 ottobre 2006
Perché amo Superman, ovvero Christopher Reeve
di Nadia Santese

supermanNon che Brandon Routh non abbia talento. O non sia bello e atletico. O non abbia fatto tutto il possibile per incantare una nuova generazione di spettatori.
Solo che ho conosciuto Superman attraverso Christopher Reeve e ho identificato il supereroe con l’attore tragicamente scomparso.
Brandon Routh nel film Superman Returns ha semplicemente cercato di clonare il mito del compianto Reeve assumendo lo stesso taglio di capelli e perfino lo stesso tirabaci che tanti animi femminili ha infiammato (e probabilmente non solo). Ma un’icona difficilmente si può replicare; al massimo se ne crea un’altra, completamente diversa.
Superman è l’emblema del bravo ragazzo dalla doppia identità che si prodiga per il prossimo. E Christopher Reeve è Clark Kent alle prese con i disagi della vita e le amare conseguenze di una sfortunata caduta da cavallo. Come un eroe. Come Superman, appunto. Per questo il nuovo Superman piace, perché consacra il ritorno dell’eroe dopo un periodo di latitanza e, allo stesso tempo, di Christopher Reeve a cui Brandon Routh tanto somiglia.
E qui arriva il mio sogno.
Come il supereroe dopo l’ennesima sfida con Lex Luthor sembra destinato a spegnersi ma – come tutti i miti – risorge, così come in un film, sogno che Christopher Reeve ritorni nuovamente a volare.
Come un eroe. Come Superman, appunto.
Cerino incendiato dall'ingegno impaziente di ombre elettriche
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lunedì, 08 maggio 2006
Il "Padrino" del montaggio
Montaggio parallelo, alternato, continuo, invisibile....
Diversi tipi di montaggio, ma Francis Ford Coppola sceglie il montaggio parallelo per la sua saga dedicata alla famiglia Corleone ne Il Padrino Atto I, Il Padrono Atto II e Il Padrino Atto III.
Perché? E come ci lavora?

Un saggio di Donatella Massara
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lunedì, 05 dicembre 2005
La Guerra dei mondi

di Elena Flauto

La prima impressione, in sala cinematografica è stata: è un film sullo sguardo, l’essere visti e il guardare. Tom è uno che vede e anche la piccola Dakota presto impara ad osservare. L’occhio è il protagonista negli insistenti primi piani, e tutto si riflette nello sguardo di Cruise. Quale soddisfazione quindi nel sentire Tim Robbins declamare: “La sopravvivenza è nel tenere gli occhi aperti e nel continuare a fissare”.
Poi il susseguirsi di citazioni cinematografiche: Incontri ravvicinati, i primi fulmini che cadono vicino alle case.
Schindler List, durante l’esodo notturno dei cittadini verso il fiume, Dakota/Rachel, osserva dal finestrino dell’auto una bambina vestita di rosso, di fianco alla quale cammina un cavallo con sovraimpresso un numero come quello dei campi di concentramento.
Salvate il soldato Ryan, nella la battaglia sulla collina, quando Robbie si stacca dal padre Ray .
E.T. quando nel sottoscala Rachel osserva gli Alieni, come E.T. osservava dalla fessura dell’armadio i terrestri. E, sublime, gli alieni toccano la ruota di una bici e la fanno cadere.
Lo splendido A.I. capovolto, nelle gabbie di ferro che racchiudono gli umani, pasto per gli Alieni.
E poi l’attacco all’auto mi ha ricordato Zombie di Romero, La scelta di Sophie è riemersa nella decisione di Ray di lasciare il figlio per salvare Rachel, Il Titanic nell’affondo del traghetto, e persino Via col Vento nell’orizzonte infuocato e nelle figure in controluce e Uccelli di Hitchcock. Parte dell’immaginario collettivo cinematografico sono: il fiume nel quale scorrono i cadaveri, il treno veloce e infuocato, l’happy end.
Insomma alla fine ne ero certa: I TRIPODI non sono altro che il cavalletto che sorregge una cinepresa!!! Bene ed ora ecco cosa ho osservato dal DVD!!!
Tutto quello che succede di più grave, viene visto attraverso degli schermi: i primi fulmini sono visti riflessi nella finestra, il primo uomo disintegrato è inquadrato dal display di un minicamera caduta a terra, la morte del meccanico è osservato dallo specchietto retrovisore dell’auto, l’attacco in casa della madre è vissuto attraverso una finestra 16/9 come quella dello scantinato di Tim Robbins, dove Rachel osserva gli Alieni attraverso delle garze bianche appese. E mentre all’inizio la figura di Ray si riflette nel monitor di un televisore, l’occhio riflettente del braccio del Tripode viene riflesso da uno specchio. Ed è rompendo superfici di vetro che si manifesta ogni violenza, con straordinarie inquadrature di buchi, quali ottiche, attraverso vetri, che mettono a fuoco una madre con bambino, quindi Ray e poi Rachel. Allora perché non pensare che Ray Ferrier sia il traghettatore tra il mondo vero e quello di Hollywood? E’ con noi quando, sempre al buio osserva lo schermo luminoso della finestra, al di là della quale agisce l’orrore, o quando guida l’auto al riparo ai finestrini schermo. Robby per calmare la sorella seduta in auto come su di una poltrona cinematografica, le dice: “Nel tuo spazio non può succederti niente”. Ray è sempre con noi quando apprende come avviene l’invasione attraverso i monitor di un pullman regia, o si ripara con i figli al di là di una vetrata di un fast food; ma è costretto a diventare protagonista dell’azione, ad entrare nel film, ogni volta che si infrange un vetro. E che dire dei tripodi su lunghi cavalletti con cavi, e con enormi occhi simili ai fari di luce del set. Gli Alieni arrivano dentro capsule come le pizze cinematografiche e ci usano da fertilizzante, come gli sceneggiatori per le loro storie. I genitori della ex moglie di Ray sono i due protagonisti del primo film ispirato alla Guerra dei Mondi, negli anni ’50. Appaiono aprendo una seconda volta la porta di casa, come su un proscenio, pettinati e perfetti per dirci ‘ That’s Hollywood’.

Infine ecco il DVD con i contenuti speciali… e che dice subito Spielberg in un’intervista? “Hollywood ha invaso il Mondo?” GENIALE!!!

Cerino incendiato dall'ingegno impaziente di ombre elettriche
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domenica, 04 dicembre 2005
The Game di David Fincher

“The Game”. Costruire un mondo per cambiare quello reale. Una terapia prima che arrivassero le “pillole” dei fratelli Wachowski.
Ovvero esercitazioni intorno al linguaggio cinematografico - annotazioni dalla visione di un film.

Un saggio di Francesco Muciaccia

“Cosa hai visto in realtà?” Christine/Cler (Deborah Kara Unger) a Nicholas Van Orton (Michael Douglas)

Cerino incendiato dall'ingegno impaziente di ombre elettriche
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