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Con colpevole e
La prima cosa che viene in mente, quando un brutto giorno uno smette di credere alle favole, è che Cenerentola doveva proprio essere una gran gnocca. Perchè non è proprio da tutti infilarsi così in una festa senza essere invitate. E poi non è che fosse una festa qualsiasi, era la festa del principe, cosa che, in quel postaccio dove viveva la nostra eroina, doveva essere più o meno l'evento dell'anno. Cioè per capirsi, ci immaginiamo una festa tipo quelle di Briatore al Billionaire, ma con più stile. Senza la Santanchè e la Ventura tra le invitate, ma con Irene Bignardi e Sharon Stone.
Il carrello si è mosso in avanti ancora una volta e i suoi occhi blu si sono spenti per sempre.
Addio Gillo, ci mancherai
Non che Brandon Routh non abbia talento. O non sia bello e atletico. O non abbia fatto tutto il possibile per incantare una nuova generazione di spettatori.di Elena Flauto
La prima impressione, in sala cinematografica è stata: è un film sullo sguardo, l’essere visti e il guardare. Tom è uno che vede e anche la piccola Dakota presto impara ad osservare. L’occhio è il protagonista negli insistenti primi piani, e tutto si riflette nello sguardo di Cruise. Quale soddisfazione quindi nel sentire Tim Robbins declamare: “La sopravvivenza è nel tenere gli occhi aperti e nel continuare a fissare”.
Poi il susseguirsi di citazioni cinematografiche: Incontri ravvicinati, i primi fulmini che cadono vicino alle case.
Schindler List, durante l’esodo notturno dei cittadini verso il fiume, Dakota/Rachel, osserva dal finestrino dell’auto una bambina vestita di rosso, di fianco alla quale cammina un cavallo con sovraimpresso un numero come quello dei campi di concentramento.
Salvate il soldato Ryan, nella la battaglia sulla collina, quando Robbie si stacca dal padre Ray .
E.T. quando nel sottoscala Rachel osserva gli Alieni, come E.T. osservava dalla fessura dell’armadio i terrestri. E, sublime, gli alieni toccano la ruota di una bici e la fanno cadere.
Lo splendido A.I. capovolto, nelle gabbie di ferro che racchiudono gli umani, pasto per gli Alieni.
E poi l’attacco all’auto mi ha ricordato Zombie di Romero, La scelta di Sophie è riemersa nella decisione di Ray di lasciare il figlio per salvare Rachel, Il Titanic nell’affondo del traghetto, e persino Via col Vento nell’orizzonte infuocato e nelle figure in controluce e Uccelli di Hitchcock. Parte dell’immaginario collettivo cinematografico sono: il fiume nel quale scorrono i cadaveri, il treno veloce e infuocato, l’happy end.
Insomma alla fine ne ero certa: I TRIPODI non sono altro che il cavalletto che sorregge una cinepresa!!! Bene ed ora ecco cosa ho osservato dal DVD!!!
Tutto quello che succede di più grave, viene visto attraverso degli schermi: i primi fulmini sono visti riflessi nella finestra, il primo uomo disintegrato è inquadrato dal display di un minicamera caduta a terra, la morte del meccanico è osservato dallo specchietto retrovisore dell’auto, l’attacco in casa della madre è vissuto attraverso una finestra 16/9 come quella dello scantinato di Tim Robbins, dove Rachel osserva gli Alieni attraverso delle garze bianche appese. E mentre all’inizio la figura di Ray si riflette nel monitor di un televisore, l’occhio riflettente del braccio del Tripode viene riflesso da uno specchio. Ed è rompendo superfici di vetro che si manifesta ogni violenza, con straordinarie inquadrature di buchi, quali ottiche, attraverso vetri, che mettono a fuoco una madre con bambino, quindi Ray e poi Rachel. Allora perché non pensare che Ray Ferrier sia il traghettatore tra il mondo vero e quello di Hollywood? E’ con noi quando, sempre al buio osserva lo schermo luminoso della finestra, al di là della quale agisce l’orrore, o quando guida l’auto al riparo ai finestrini schermo. Robby per calmare la sorella seduta in auto come su di una poltrona cinematografica, le dice: “Nel tuo spazio non può succederti niente”. Ray è sempre con noi quando apprende come avviene l’invasione attraverso i monitor di un pullman regia, o si ripara con i figli al di là di una vetrata di un fast food; ma è costretto a diventare protagonista dell’azione, ad entrare nel film, ogni volta che si infrange un vetro. E che dire dei tripodi su lunghi cavalletti con cavi, e con enormi occhi simili ai fari di luce del set. Gli Alieni arrivano dentro capsule come le pizze cinematografiche e ci usano da fertilizzante, come gli sceneggiatori per le loro storie. I genitori della ex moglie di Ray sono i due protagonisti del primo film ispirato alla Guerra dei Mondi, negli anni ’50. Appaiono aprendo una seconda volta la porta di casa, come su un proscenio, pettinati e perfetti per dirci ‘ That’s Hollywood’.
Infine ecco il DVD con i contenuti speciali… e che dice subito Spielberg in un’intervista? “Hollywood ha invaso il Mondo?” GENIALE!!!
“The Game”. Costruire un mondo per cambiare quello reale. Una terapia prima che arrivassero le “pillole” dei fratelli Wachowski.
Ovvero esercitazioni intorno al linguaggio cinematografico - annotazioni dalla visione di un film.
“Cosa hai visto in realtà?” Christine/Cler (Deborah Kara Unger) a Nicholas Van Orton (Michael Douglas)
NARRATORI DI STORIE
I racconti dei macchinisti della Macchina dei Sogni
OMBRE ELETTRICHE
Saggi e recensioni dei macchinisti della Macchina dei Sogni


