gli INGEGNI IMPAZIENTI della

"Cerini da Viaggio è un motore alimentato dal propellente della creatività e messo in moto dalla comunità solidale di tutti gli ingegni impazienti. Genera conoscenza connessioni incontri, alimenta passioni, traduce sogni in scintille e non danneggia l'ozono!"

Home » lost in style
Tag correlati: ellen
lunedì, 04 febbraio 2008
Flex 85
Dopo mesi di silenzio mentale ho avuto un pensiero davvero provocatorio.

Il pensiero provocatorio è stato sicuramente causato da trauma cranico come accadeva nell’85 a Doc, ma il mio trauma cranico è molto più chic e non c’éntra coi lavandini, se ricordo bene.

La mia caduta con style è avvenuta infatti su pista nera di Vals – si, quella delle Therme di Zumthor, labirinti di design frequentati solo da architetti con l’artrite – grazie a visibilità zero, scarpone nuovo presuntuoso con flex* 85 manco facessi gare, complicità di uomo incosciente (‘Dai dai l’ultima pista dell’ultimo giorno anche se non si vede niente..dai’), sfiga da anno bisestile, sfiga in generale. Per fortuna la tuta nuova Kjus ne è uscita indenne.

Il pensiero provocatorio non è direttamente collegato alla neve farinosa, ma riguarda grandi temi universali.

Non è che tutta la Società di Oggi si regge sulla competizione?

La competizione è ovunque, come Scarlett Johansson.
Continua a leggere
Cerino incendiato dall'ingegno impaziente di ellen, lost in style
Link | |
lunedì, 08 maggio 2006
RUMORoso

Celeb-voyeurismo dilagante e caduta delle Dee del Pop. Tutta colpa di Andy Wharol?

RUMORoso

C’éra una volta OGGI. La rivista.
In casa mia non entrava, era Satana, ma la nonna che leggeva solo best-sellers era abbonata.
La domenica pomeriggio, sprofondata nei suoi divanoni in broccato grigio perla, la sfogliavo avida e timorosa. Oggetto anomalo, pericoloso, esotico. Pieno di Stephanie di Monaco in costume olimpionico cangiante-coleottero, languide Ornelle Muti, rivelazioni dalla zia del salumiere di Celentano, indiscrezioni dal parrucchiere di Carrà e Japino. Intorno a me, gli ultimi anni ‘70. La curiosità per le ‘celebrità’ era a suo modo selettiva e relegata a pochi spazi. Poche celebrità in poco spazio. Un’eco delle star hollywoodiane incorniciate in carta patinata, mescolata ai nostri IP (per ora solo Important People) locali, immortalati in foto sgranate, sfocate, dai colori iperreali, con sottotitoli in grassetto, ma leggermente timidi.
Il nostro piccolo nascente gossip italico era casereccio, pecoreccio, provinciale al punto giusto, nato per soddisfare la casalinga di Abbiategrasso (ebbasta con Voghera), la tabaccaia pisana, la nobildonna romana.
Poi, lentamente e inesorabilmente, siamo stati accerchiati dal potente gossip anglosassone.

Continua a leggere

Cerino incendiato dall'ingegno impaziente di ellen, lost in style
Link | |
mercoledì, 08 febbraio 2006
Essere scelto: DNA, Chimica o strategia?
Darwin era un headhunter

E’ bello essere scelti. Quante volte capita nella vita di essere scelti?
I genitori mica ti scelgono. Arrivi. Per ora non vanno in Corso Vercelli nella Boutique del Feto arredata da I Culti e, tra le tante piccole celle di formalina, indicano col ditino ‘Vogliamo lei, quella lì, KappaKappaGamma, dove c’è scritto femmina caucasica, tratti vagamente orientali, buona dentatura, capelli folti, QI 120, personalità estroversa e dominante, vanitosa, stile di leadership autoritario, stile di comunicazione e apprendimento intuitivo, soffrirà di problemi circolatori dai 35 anni e di artrite reumatoide dai 52 anni’.
Tantomeno tu scegli i genitori, ma questa è un’altra storia.
La scuola è il primo luogo dove puoi essere scelto tra tanti come amico, come migliore amico, come primo della classe, come il più bravo a fare canestro. E lì i ‘babyface’ cominciano ad essere favoriti. I babyface sono quelli che hanno i tratti del viso regolari, di solito occhioni, nasino, bel sorriso, carucci insomma, anche se dietro il dolce visino si cela un potenziale assassino di massa. I babyface anche da adulti saranno sempre leggermente avvantaggiati, se non cadono nel tunnel della droga.

babyface e tunnel della droga

Poi cresci e inizi, con pieno diritto, a cercarti un partner sessuale. Annusi in giro ed entra in gioco il ferormone, scegli e vieni scelto in base a segnali subliminali difficilmente controllabili: l’odore, appunto, o un gesto, il modo di camminare, di osservare un bicchiere vuoto. Ci si sceglie così.
E se i neurotrasmettitori non hanno fatto troppo casino, inizia la fase pavone dove la dialettica verbale e corporea predomina e sei tutto teso verso la conquista, a dimostrare che sei davvero intelligente e interessante, sessualmente attraente, trattenendoti solo per lasciare un po’ di mistero. Senza perdere il contatto visivo, lasci distrattamente intravvedere i punti forti del tuo corpo - seno/caviglia/nuca/mani/culo - e tenti di nascondere o camuffare il tuo lato oscuro, le manie, tutti quei raccapriccianti aspetti della tua personalità che hanno massacrato il rapporto precedente. Se la fase pavone funziona è ormai chiaro che sei stato scelto e si entra nella fase ormone sciolto, vai con la dopamina, che ti toglie ogni facoltà razionale e ti lascerà inebetito almeno per un paio di mesi.

Continua a leggere
Cerino incendiato dall'ingegno impaziente di ellen, lost in style
Link | |
lunedì, 16 gennaio 2006
chador occidentale
Fatema, Eve e L’Oréal: ricatto del corpo femminile e chador occidentale. Ci stanno ancora fregando. O forse no.

Mi capita di scegliere letture inconsciamente convergenti. Questo è il periodo del senso del corpo femminile, dei canoni di bellezza imposti e delle condizioni della donna tra Oriente e Occidente. Credo. Temi leggeri. C’è un nodo. Formulo addirittura pensieri complessi e articolati, ma la grande teoria non emerge. Solo dicotomie un po’ bloccate.

Chador orientale

• Donne naturalmente rotonde e velate nei paesi islamici e induisti. La shari’a – che ha valore di legge - impone il chador alla donna nei luoghi pubblici. Lo spazio pubblico è riservato all’uomo, al maschile. La donna e il femminile sono relegati nello spazio privato. Coprire il capo nei luoghi pubblici è il modo per accedere alla strada, alla piazza, all’educazione e alle professioni, finalmente possibili, e mescolarsi con i passanti, gli uomini, i turisti occidentali, il commercio. Uscire dall’Harem. Il corpo della donna nell’Islam di oggi fa ancora paura. Fatema Mernissi, marocchina, in ‘L’Harem e l’Occidente’ (Giunti, 2000) sostiene che l’Islam storicamente vede nel femminile un doppio rischio: quello della seduzione della parola e quello della seduzione del corpo. La donna è l’Altro, il suo cervello e il suo corpo fanno paura. La donna ha le ali, ma l’uomo la chiude nell’harem per non farla volare. Fatema legge Kant e capisce che in Occidente bellezza e intelligenza non possono coesistere in una donna. Lo dice l’uomo. Nell’India induista di oggi, il corpo della donna è ugualmente celato. Le abluzioni sacre si fanno con il sari addosso (occidente: non è sexy per noi un corpo vestito e bagnato? Vecchio calendario di Max della Canalis con la classica camicetta di cotone bianco leggero bagnato), la turista occidentale deve coprire il proprio corpo per rispetto del senso del pudore locale, per non offendere e non essere offesa dalla cultura ospite. Cultura decisa dall’uomo.

Continua a leggere
Cerino incendiato dall'ingegno impaziente di ellen, lost in style
Link | |
lunedì, 19 dicembre 2005
Bradipo scamosciato
Il Viaggiatore d'Alta Gamma

Che viaggiatore sei? All Inclusive o All Exclusive?
Da sintomi forti e chiari IO appartengo alla seconda categoria, fin dalle origini: ultimo villaggio Valtur con la mamma a 13 anni (che disse ‘Mai più in viaggio con te, non ti vedo mai, stronza’, solo perchè mi ero innamorata a turno del maestro di tennis, dell’animatore scemo del Mini-Club e del capo-animatore colto e maturo da Poggibonsi, scalando sentimentalmente la gerarchia del villaggio), InteRail a 16, mai entrata in un’ agenzia di viaggi e - dall’ era Internet - mai usato pacchetti Expedia e Travelprice, giuro, intendo quelli volo+albergo+macchina+ristorante+abbonamento mezzi pubblici urbani ed extra-urbani+guida locale.
Se sei un All Exclusive Compulsivo come me, nel Web frequenti invece luoghi estremamente selettivi, spesso anglosassoni, come:

  • Travelintelligence, una selezione appunto intelligente di alberghi e destinazioni fuori dai circuiti ovvi, divisi per fascia di prezzo.
  • Special Places ti Say, altra selezione, meno glamour, più autentica, di alberghi/guest house, anche per chi ha la vipera in tasca.
  • Tablet Hotels, un po’ più snob, selezione ma solo di boutique hotels, raro trovarne uno abbordabbile, solo il meglio del meglio.
Poi, ovviamente, ti metti a fare cross-check-fertilization online, confrontando descrizioni e valutazioni, presenze e assenze.
A volte per essere davvero sicuro ricorri a quel gufo di Trip Advisor Logo Trip Advisor (claim: ‘Get the truth, then go’), dove la voce del popolo può determinare il destino di un luogo: ‘Skip this hotel!’, ‘Wonderful stay’, ‘Great hotel, great location’, ‘Overrated’, ‘Not like 2 years ago’, e da cui puoi ottenere quelle piccole significative chicche che fanno la differenza: ‘Non chiedete la stanza 211, non ha l’appendi-accappatoio nel bagno’, ‘Non andate ora, stanno ristrutturando tutta l’ala est, martelli pneumatici giorno e notte’, ‘Chiedete stanza dal terzo piano in su’, ‘Ho trovato simpatiche pulci nel letto’, ‘Lo staff è odioso, fanno i fighi e non ti aiutano’, ‘Il proprietario è un sociopatico’.
Durante queste ricerche maniacali può capitare di imbatterti in travel-brands di nicchia come Amanresorts - il primo ad aprire un resort in Buthan e ad avere lussuosamente presidiato Cambogia e Filippine - dove non andrai mai probabilmente, se non nei tuoi sogni a cinque stelle senza coscienza (sui 1000$ a notte senza tasse in un paese appena uscito dall’orrore del regime Khmer Rouge), ma come dice il nostro Deus ex Machina: eventualmente...
Il Buthan di Amanresorts

Tutto questo se sei un All Exclusive Compulsivo con Tempo. Perchè spulciare questi siti comporta accanimento, un abbonamento a Fastweb-open e ore di ricerca, prima di mettere insieme il viaggio perfetto per te.
Un gruppetto di diavoletti ex-McKinsey (i consulenti all’alta direzione, quelli con un GMAT superiore a 700, nessun riferimento erotico) ha colto il mercato potenziale degli All Exclusive senza Tempo e ne ha tratto un business: Bradipo Travel Designer, la prima sartoria da viaggio in Italia, Bradipo Travel. Il viaggiatore Bradipo è molto esigente, ha soldi ma non ha tempo per ritagliarsi il viaggio su misura, ha dunque bisogno di professionisti del viaggio tailor made d’alta gamma. Il viaggiatore Bradipo non va in agenzia, va in boutique. La prima è sorta a Milano a Brera, e non si fà troppo vedere, bisogna saperla trovare. Altre sono nate da pochissimo a Roma e Modena.
Il viaggiatore Bradipo non cerca viaggi, ma esperienze: fare ‘bear wathcing’ nelle lande del Canada del nord, guardare negli occhi la dolce lucertola moloch nel deserto australiano, nuotare con i delfini in Nuova Zelanda, ma anche partecipare ad un corso di cucina medievale in Val di Chiana, o alternare arte e cazzeggio in una masseria del Salento, ovviamente San Domenico o Relais Culti.
Il sito di Bradipo Travel

Quanto Bradipo sei?
Quanto sei disposto a spendere per essere un Bradipo?
Cerino incendiato dall'ingegno impaziente di ellen, lost in style
Link | |
domenica, 04 dicembre 2005
MILANO FASHION WEEK
Posologia, effetti collaterali, interazioni, sovradosaggio

Mai visto una sfilata prima, se non considero le mie due esperienze di modella sedicenne con gamba lunga e ginocchio valgo nel profondo Nord (ricompensa media: un maglione della Seventy). Ma quelle vere, con le modelle vere, i flash, l’aria satura di glamour, il designer che appare di sfuggita finto-schivo, quelle mai. Nel mio ruolo di intrufolata speciale per un magazine inglese (quanto suona figo), durante il Milan Fashion Week per la Primavera-Estate 2006, ho potuto finalmente assaporare l’esperienza ben cinque volte. Non è stata proprio una cosa seria, perchè i report li scriveva ogni notte la vera Fashion Editor, che di esperienze se ne è beccate una cinquantina. Io ho piuttosto raccattato qualche invito per la stampa ‘spare’, rimasto casualmente libero. Così ho imparato un pò di cose, che renderanno la mia esistenza più consapevole.
Prima di tutto, alle sfilate non si deve arrivare puntuali e bisogna saper adattare il proprio look e mood all’evento e...a se stessi. Per la mia prima volta, in un grigio, umido, pallido martedì mattina quasi autunnale, inizio il rituale preparatorio all’alba per uno show delle 11:00, tutta agitata, timorosa di commettere passi falsi sul terreno look&mood. Elaboro una strategia molto intelligente: la cosa migliore è fare la distaccata, simil-navigata, non me ne frega tanto-tanto. Quindi: mise tra l’understatement e il fashionistas (attenzione: non si dice più fashion victim), no trucco, occhialone alla Anna Wintour (direttrice di Vogue America detta Boa Constrictor), taxi, aria ‘sono altrove’, finto professionale. Purtroppo non ho previsto l’elemento tempo, fondamentale: alle 11:00 am precise precise mi ritrovo di fronte ai men in black/buttafuori di Pucci (che poi ho scoperto essere sempre gli stessi dappertutto, forse sono dipendenti comunali). Sola, o quasi. Sfoggiando la mia aria ‘sono altrove’ esibisco l’invito azzurro perlato e in cambio ricevo la prima umiliazione.

Continua a leggere

Cerino incendiato dall'ingegno impaziente di ellen, lost in style
Link | |
Pagine:

rubriche
Cerinpolitik
Dai Balcani
Daily Dreams
Deux Ex Macchina
Diario di una sala
DiVine immagini Digitali
Eventualmente...
Incontri
lo Spot col Plot
Lost in Style
Narratori di Storie
Ombre elettriche
Scusi, dov'è il Duomo?
Segnalazioni
Webdrome

NARRATORI DI STORIE
I racconti dei macchinisti della Macchina dei Sogni

OMBRE ELETTRICHE
Saggi e recensioni dei macchinisti della Macchina dei Sogni

Archivio
oggi
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
--- 2007 ---
novembre 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
--- 2006 ---
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
--- 2005 ---
dicembre 2005
Siti Amici
Alessandro Barile
Cartavetra
Donne e conoscenza storica
Giacomo Gatti
Macchina dei Sogni
Mad283
PASSIaTEMPO
RoundAbout Midnight
Tempo Dispari 76
INGEGNI IMPAZIENTI
Chicca Profumo
Silvia Antonini
Bramante
Dario Donà
Ellen
Giacomo Gatti
Roberta Gnagnetti
Lio
Anna Miceli
SaraTheHutt
Ilaria Serina
CONTATTACI
Cerini da Viaggio
La Macchina dei Sogni
BOTTONI

BlogItalia.it - La directory italiana dei blog
Technorati blog directory
Blog Flux Directory
Arts Blog Top Sites
Motore di ricerca Digger
Aumenta-Page-Rank

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Segnala il blog
  • Powered by Splinder


Weblog Commenting and Trackback by HaloScan.com
DISCLAIMER

Questo blog e' un prodotto amatoriale e non editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7 marzo 2001. Premesso che tutto il materiale pubblicato su Internet e' di dominio pubblico, se qualcuno riconoscesse proprio materiale con copyright e non volesse vederlo pubblicato sul blog, non ha che da darne avviso agli autori del blog , e sara' immediatamente eliminato. Si sottolinea inoltre che cio' che e' pubblicato sul blog e' a scopo di approfondimento, di studio e comunque non di lucro.

Creative Commons License
Licenza Creative Commons.
CONTATORE




Cerini da Viaggio by la Macchina dei Sogni usa una Licenza Creative Commons
Splinder logo
ultimi post | utenti online | foto | video | audio
crea il tuo blog gratis su Splinder