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"i valligiani avranno pure le loro ragioni, ma la Tav serve all’economia del paese”
“però nessuno si lamentava quando i cantieri erano aperti per costruire gli impianti sciistici..”
“L’egoismo di pochi non può avere la meglio sull’interesse di molti”
Quanti di noi hanno sentito pronunciare frasi del genere o sostanzialmente simili negli ultimi mesi? Ma quanti di noi effettivamente hanno approfondito l’argomento tanto da poter dire che queste frasi non siano il frutto di una massiccia campagna mediatica ma il risultato di una riflessione scevra da condizionamenti, di una ricerca argomentata? Il fatto è che il problema non è soltanto d’opinione perché quando si parla di Tav si parla di soldi pubblici, di come questi vengono investiti e nelle tasche di chi finiscono. Colpisce il fatto che quelle stesse frasi che ho riportato sopra e che mi è capitato di sentire qua e là, rispecchino sostanzialmente il pensiero dei nostri delegati ad amministrare la cosa pubblica, maggioranza e opposizione in una rara sinfonia bipartisan. Quello che davvero raramente ho sentito dire è che i Valsusani forse si sono svegliati prima di noi nel difendere interessi di tutti, non solo i loro; Che se hanno perso la pazienza è perché da venti anni a questa parte, in quel fazzoletto di terra ne succedono di tutti i colori. Ad esempio nessuno dice che i Valsusani hanno già sopportato i disagi causati dal raddoppio della ferrovia preesistente (concluso nel 1977) che doveva arrivare a supportare un traffico di merci di 15 milioni di tonnellate l’anno (quantità mai raggiunta!). Oppure che hanno visto scavare nel letto della Dora l’autostrada aperta dal 1992 che è costata espropri di terreni non ancora saldati, con la promessa di costruire nuovi argini mai conclusi, mentre nel 2000 con l’alluvione la Dora ha smesso di aspettare, ancora prima dei valligiani,esondando. Nessuno ricorda che è proprio di quelle zone l’unico comune del Nord sciolto per Mafia, perché tutti quei cantieri e subappalti hanno consegnato Bardonecchia nelle mani della ‘ndrangheta. E nessun altro dice che tra Borgone e Bussoleno, dove dovrebbe sorgere lo scambio tra la nuova e la vecchia linea, l’acciaieria Beltrame provoca tassi d’inquinamento tra i più elevati d’Italia o che a Balangero c’è la più grande cava d’Amianto a cielo aperto d’Europa ora inattiva ma che è indicativa della quantità d’amianto che gli scavi della Tav porterebbero alla luce.
Mi correggo, non è vero che non ne parla nessuno, ne parlano alcune riviste ed alcuni quotidiani (dai quali io stesso traggo queste notizie) la cui utenza però, non sfiora nemmeno minimamente il pubblico raggiunto dalla comunicazione di massa che chissà perché su certi argomenti preferisce nicchiare.
Ma a che serve? Il progetto della nuova linea che unirà Torino e Lione ha un costo preventivato di 15,2 miliardi di Euro e una previsione di realizzazione di circa 15 anni. Nessuna utilità effettiva dunque (sempre che costi e tempi non si dilatino il che non sorprenderebbe) fino almeno al 2023. Consideriamo che l’eurotunnel, quello che passa sotto la manica, è costato meno (13 miliardi di Euro) ed è gia fallito due volte per mancanza di traffico. Anche la nuova Tav secondo molti esperti è assolutamente sovradimensionata: potrà convogliare circa 100 milioni di tonnellate di merci l’anno. Ma il traffico ferroviario transalpino è in calo costante, fatta eccezione per Sempione e Gottardo. Dal Frejus oggi passano merci per un ammontare di 7 milioni di tonnellate l’anno (10 mln nel ’97) e tra Italia e Francia non si prevedono clamorose svolte nei rapporti di scambio. Inoltre il 70%delle merci che passano dal Frejus corrono lungo la direttrice Est-Ovest e non Nord-Sud, Da questo punto di vista le linee svizzere sono molto più competitive.
Chi paga, Chi intasca? Per i lavori si sono alleate Ferrovie francesi (Rff) e italiane (Rfi) che hanno costituito al 50% la Ltf, Lyon Turin Ferroviaire con il compito di progettare e appaltare la superlinea. Ma sebbene il controllo della società sia al 50%, Lunardi ha deciso che gli Italiani pagheranno il 63% della tratta internazionale (4,2 miliardi) più l’intera tratta nazionale (2,4 miliardi) per un totale di 6,6 miliardi presi dalle casse dello stato Italiano; parecchio se si considera che la supergalleria è in territorio italiano solo per 8 km e 45 in quello francese. Poco male per il ministro dato che intanto ad incassare sarà la Rocksoil della famiglia (ma guarda un po’) Lunardi, incaricata delle prime trivellazioni su suolo Francese (come ti aggiro il conflitto d’interessi usando soldi Italiani su suoli stranieri..) mentre in Italia incasserà la Cmc di Ravenna, una bella Cooperativa rossa, così si spiega come mai l’accordo è Bipartisan e nessuno si lamenta (a parte i diessini della Valsusa e le comunità montane, beninteso). Del resto il responsabile nazionale delle infrastrutture è quel Cesare De Piccoli che fu indagato e processato (prescritto) per aver incassato mazzette dalla Fiat ai tempi di Tangentopoli, forse sono prevenuto ma...
...Ivan Cicconi in un saggio di diversi anni fa sosteneva che l’alta velocità sarà la tangentopoli del futuro. Forse il Futuro è già qui e gli abitanti della Valsusa sono forse più avanti di noi che ci illudiamo di dormire sonni tranquilli.
Un' ultima domanda: chi rappresenta tra le istituzioni questi punti di vista? chi voteremo se la pensiamo così dato che non c'è una voce nelle alte istituzioni a prendere con decisione le parti dei valligiani e, in sostanza di tutti noi?
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