gli INGEGNI IMPAZIENTI della

"Cerini da Viaggio è un motore alimentato dal propellente della creatività e messo in moto dalla comunità solidale di tutti gli ingegni impazienti. Genera conoscenza connessioni incontri, alimenta passioni, traduce sogni in scintille e non danneggia l'ozono!"

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venerdì, 13 ottobre 2006
Addio

KapòIl carrello si è mosso in avanti ancora una volta e i suoi occhi blu si sono spenti per sempre.

Addio Gillo, ci mancherai

Cerino incendiato dall'ingegno impaziente di ombre elettriche
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venerdì, 13 ottobre 2006
Manhunter e la dialettica della visione
Perché per te vedere è tutto

Che cosa sono i film?
Sono delle 'cose' da guardare o esperienze da vivere?

Micheal Mann, adesso al cinema con Miami Vice, nel suo primo grande successo cinematografico ha parlato degli occhi, di cosa vedono e di come si guarda.

Un saggio di Giuseppe De Marco
Cerino incendiato dall'ingegno impaziente di ombre elettriche
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lunedì, 09 ottobre 2006
I've had this motherfucking revolution
SoaPSarà stato per colpa della Tv, o dell'Home Video o delle più moderne tecnologie digitali, ma è certo che il modo di fruire il cinema e l'attezione degli spettatori sia decisamente in crisi.
Il Sistema (con la esse maiuscola) è cambiato, ma il System (sia quello main stream che quello indie) sembra infischiarsene e non accenna ad adeguarsi ai tempi.
Eppure ci sono alcune eccezioni.
Negli anni ’90 il caso “The Blair Witch Project” aveva mostrato come utilizzare la rete per far conoscere un film e farlo diventare un fenomeno di cassetta, nonostante il suo reale valore artistico. Quest'anno invece è apparso nelle sale “Snake on a Plane”, B-Movies che ha usufruito della rete in maniera innovativa nella fase di pre-produzione.
La sceneggiatura di SoaP, infatti, è stato scritta all’interno di un blog. Lo sceneggiatore Josh Friedman, che per intenderci ha scritto la prima stesura di “The Black Dhalia” e di “La Guida Galattica per Autostoppisti”, ha iniziato a parlarne nel 2005 all’interno delle pagine del suo blog. Un’idea semplice: un B-movie ispirato ai film catastrofici degli anni ’70 dove unire due grandi paure ancestrali: quella di volare e quella per i serpenti.
I visitatori del blog hanno iniziato a partecipare alla stesura e nel giro di poche settimane la voce si era sparsa in rete facendo impazzire i blogger che continuavano a fornire spunti per scene, gag, dialoghi.
La macchina si era messa in moto e il successo è stato tale che la New Line Cinema, proprietaria dei diritti, ha continuato sulla stessa linea continuando a cambiare lo script in base alle indicazioni fornite dai lettori.
Intendiamoci, SoaP non è certo un gran film. Vi si narrano le gesta di un gangster cattivo che vuole uccidere il solito testimone scomodo e per farlo fa in modo di infestare l’aereo dove viaggia con centinaia di serpenti e dove sarà compito del polizziotto, rude ma buono, quello di salvare la situazione. Tutto questo non prima che pubblico si sia gustato una buona dose di ammazzamenti spettacolari e battute sarcastiche. In pratica una bella boiata, ma, si spera, almeno colorata e divertente.
Negli USA nei primi giorni di programmazione il film era primo nelle classifiche del box office e la frase pronunciata dal protagonista Samuel L. Jackson, “I’ve had this moterfucking snakes out of this motherfucking plane”, è diventata un tormentone. In Italia invece, dove la storia della pre-produzione è conosciuta solo da qualche blogger e da chi ha la possibilità di seguire il David Letterman Show, il film è usito la scorsa settimana e non sta andando bene. Probabilmente sparirà presto, anzi forse è già sparito.
Non è certo mia intenzione quindi elogiare il film, ma forse si tratta di un modo come un’altro per riflettere su come il web possa essere usato in maniera creativa per esprimersi e per esprimersi in maniera creativa.
Cerino incendiato dall'ingegno impaziente di sarathehutt, webdrome
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giovedì, 05 ottobre 2006
Perché amo Superman, ovvero Christopher Reeve
di Nadia Santese

supermanNon che Brandon Routh non abbia talento. O non sia bello e atletico. O non abbia fatto tutto il possibile per incantare una nuova generazione di spettatori.
Solo che ho conosciuto Superman attraverso Christopher Reeve e ho identificato il supereroe con l’attore tragicamente scomparso.
Brandon Routh nel film Superman Returns ha semplicemente cercato di clonare il mito del compianto Reeve assumendo lo stesso taglio di capelli e perfino lo stesso tirabaci che tanti animi femminili ha infiammato (e probabilmente non solo). Ma un’icona difficilmente si può replicare; al massimo se ne crea un’altra, completamente diversa.
Superman è l’emblema del bravo ragazzo dalla doppia identità che si prodiga per il prossimo. E Christopher Reeve è Clark Kent alle prese con i disagi della vita e le amare conseguenze di una sfortunata caduta da cavallo. Come un eroe. Come Superman, appunto. Per questo il nuovo Superman piace, perché consacra il ritorno dell’eroe dopo un periodo di latitanza e, allo stesso tempo, di Christopher Reeve a cui Brandon Routh tanto somiglia.
E qui arriva il mio sogno.
Come il supereroe dopo l’ennesima sfida con Lex Luthor sembra destinato a spegnersi ma – come tutti i miti – risorge, così come in un film, sogno che Christopher Reeve ritorni nuovamente a volare.
Come un eroe. Come Superman, appunto.
Cerino incendiato dall'ingegno impaziente di ombre elettriche
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giovedì, 05 ottobre 2006
i viaggi dell'ovulazione
Ci sono quelli che vogliono avere bambini e concepiscono.
Ci sono quelli che non vogliono assolutamente avere figli e concepiscono.
Ci sono quelli che decidono di non concepire.
... e poi ci sono gli altri...

I Viaggi dell'Ovulazione un racconto di Prudence
Cerino incendiato dall'ingegno impaziente di narratori di storie
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lunedì, 02 ottobre 2006
i bambini ci guardano
di Paola de Rosa

la guerra di marioI film italiani più importanti della scorsa stagione, alcuni dei quali ora in uscita in DVD, paiono essere contrassegnati da un ritrovato interesse per i bambini. Parliamo di Il Caimano di Nanni Moretti e di Anche libero va bene di Kim Rossi Stuart al suo esordio come regista.
Che cosa accomuna due lavori tanto diversi? Il punto di vista infantile, l’importanza dei ragazzini come testimoni della deriva del mondo adulto. In Anche libero va bene il dodicenne Alessandro Morace, che ha l’intensità spontanea dei piccoli attori di classici di Vittorio De Sica come I bambini ci guardano (1944) e Sciuscià (1946), è il protagonista assoluto di una vicenda familiare molto problematica. Abbandonato da una madre emotivamente instabile (Barbora Bobulova), vive con la sorella di poco più grande e il padre (Rossi Stuart), un cameraman che inizia a lavorare in proprio e ce la mette tutta per far quadrare il bilancio familiare e allevare coscienziosamente i figli. All’improvviso la madre riappare e pretende di tornare in famiglia, scompaginando gli equilibri affettivi tanto faticosamente costruiti. Tra l’irresponsabilità della madre e la fragilità del padre, costantemente in bilico fra aggressività e dolcezza, il piccolo protagonista smette ben presto di considerare i genitori come punti di riferimento, come sarebbe invece naturale alla sua età.
In Il Caimano i due figli della coppia Silvio Orlando-Margherita Buy assistono al doloroso divorzio dei genitori in un crescendo di indecifrabili disagi, dai pianti notturni alle difficoltà nello sport e nello studio, fino alla quasi comica ossessione per un pezzo di lego che non si trova. Del resto, dall’esordio Io sono un autarchico (1976) in poi, Moretti ha sempre preferito affrontare temi politici e satira sociale con un occhio attento alla dimensione familiare e privata. Non fa eccezione Il Caimano, su cui pure sono stati versati fiumi d’inchiostro ostinandosi a considerarne solo l’aspetto antiberlusconiano e ignorandone le implicazioni sentimentali, ugualmente se non più importanti: a quella che secondo lui è la disfatta politica e culturale del paese il regista fa corrispondere la disfatta privata e affettiva del suo alter ego Silvio Orlando, qui nei panni di un ex produttore di film trash ormai caduto in disgrazia.

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