gli INGEGNI IMPAZIENTI della

"Cerini da Viaggio è un motore alimentato dal propellente della creatività e messo in moto dalla comunità solidale di tutti gli ingegni impazienti. Genera conoscenza connessioni incontri, alimenta passioni, traduce sogni in scintille e non danneggia l'ozono!"

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mercoledì, 22 febbraio 2006
Hong Kong - Hollywood, andata e ritorno
giovedì 23 febbraio | ore 19.20 – 22.30
EVENTO DAVVERO IMPERDIBILE con ALBERTO PEZZOTTA

HONG KONG - HOLLYWOOD | Andata e Ritorno

Come il cinema di Hong Kong abbia dialogato con quello americano nel corso degli anni. E come il cinema americano, a partire da "Matrix", abbia assorbito la lezione del cinema hongkonghese. Soprattutto nella rappresentazione dell'azione: mentre rimangono intraducibili (e non esportabili) in Occidente le dinamiche emotive di film come quelli del primo John Woo. Attraverso la visione e l'analisi di sequenze, si discuterà anche della produzione hongkonghese (e cinese) più recente, all'interno di un mercato globalizzato. Per constatare come cambino stili e linguaggi, tra adeguamento all'Occidente e resistenza di poetiche autonome: dal nuovo action di Zhang Yimou a Johnnie To.

L'incontro si terrà presso:
MOOVIE - TEATRO 5
Via Ascanio Sforza 37 - Milano
Metro: linea verde Famagosta
Linee urbane: 3; 15; 59; 71; 90; 91; 95

Informazioni ed iscrizioni:
Tel. 02/8357215  - E-mail: info@macchinadeisogni.org
Entrata su prenotazione Prenotate il vostro posto tramite e-mail o telefonicamente!
Quota di partecipazione 10 euro
Cerino incendiato dall'ingegno impaziente di segnalazioni
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venerdì, 17 febbraio 2006
Quanto tira la patatina...
se a mangiarla è Rocco?

“Pa, pa, compra le patate, il cibo meno caro che c’è...”
Così cantava Michelle Pfeiffer alla fine di I Favolosi Baker, mentre dava il due di picche a un clamoroso Jeff Bridges, l’uomo in merito al quale l’affermazione “zozzo è sexy” assume un grado di realismo quasi doloroso.
Nella mia accezione vagamente naif di tutto ciò che è allusione sessuale, non colsi l’estrema ironia di questa battuta, rivolta da una donna all’uomo che tornava a cercarla per passare qualche altra bella notte di passione. Ma ora mi torna alla mente, mentre apprendo che l’ex attore hardcore Rocco Siffredi è il protagonista di uno spot che pubblicizza il marchio di patatine fritte Amica Chips.
La macchina da presa lo ritrae ai bordi di una piscina in stile hollywoodiano che potrebbe essere quella di Hugh Hefner, circondato da ragazze avvenenti, come ancora oggi il vetusto patron di Playboy. Il film è stato girato a Tigre, una sorta di Beverly Hills accanto Buenos Aires, da Armando Bo, giovane regista argentino che ha già all’attivo un bronzo a Cannes.
Il marchio Amica Chips non è nuovo alle provocazioni in termini di erotismo, ricorderete quando lo slogan “la patina tira” campeggiava di fianco al sorriso di Maria Teresa Ruta.
La Leo Burnett firma l’ironico filmato, che non si risparmia nulla. Icone machiste (ragazze che afferrano la patata con i denti direttamente dalla mano di Rocco); sfoggio di forma atletica (Rocco si tuffa in piscina con capriola: applausi); un tono leggero e patinato da softporno anni ’70. E infine primo piano di Rocco con, accanto, un’innocente cesto di frutta, in cui fanno bella mostra di sé due polpose banane. Un chiaro riferimento alla dimensione artistica (copyright: Elio e le Storie Tese) dell’emulo di un altro celeberrimo divo del cinema a luci rosse, l’ormai mitico e compianto John Holmes. Senza, peraltro, poterlo raggiungere: al seppur notevole “talento” dell’abruzzese mancano come minimo sei (ma forse dieci!) centimetri. Da tempo il Nostro sta cercando di accreditarsi come attore “mainstream”, dice che lo fa per rispetto della moglie – la bella Rosza Tassi, comparsa nello spot – e soprattutto dei figli.
Lo si è visto dare prova delle sue capacità in due pellicole di Cathérine Breillat, Romance del 1999, e Anatomie de l’enfer del 2004.
Ma a mio parere questa della patatina è senz’altro la sua migliore prestazione.... ooops!
Cerino incendiato dall'ingegno impaziente di silvia antonini, lo spot col plot
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martedì, 14 febbraio 2006
Sangue nelle feci
Speciale San Valentino

Dedicato a chi è in bilico tra In the mood for love e CSI.
A chi da piccolo leggeva Linus, sbirciava Valentina, ma soffriva un po’ se, due pagine oltre, Charlie Brown non riusciva ad inviare una ‘Valentina’ alla ragazzina dai capelli rossi.
A chi ha una sana passione per il cinema sud-coreano, ma custodisce morbosamente nel comodino A piedi nudi nel parco e Colazione da Tiffany in dvd.
A chi si incazza perchè il 14 Febbraio non trova un tavolo libero al ristorante.
A chi si sente offeso dal Marketing del Sentimento.

E a chi si porta in giro nella valigetta del lavoro un tapiro di pezza a righe di Muji.

Perchè ci piace tanto essere cinici, ma siamo tutti un po’ mélo, suvvia.

Sangue nelle feci, una storia d’amore
Cerino incendiato dall'ingegno impaziente di ellen, narratori di storie
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venerdì, 10 febbraio 2006
Una mostra da far girare la testa
Il 6 febbraio ha inaugurato una bella mostra alla Rotonda della Besana.
Lo spazio è splendido e la mostra interessante.
Nell’ambito delle mostre che il Comune di Milano (incredibile dictu!) sta organizzando su storici artisti milanesi, viene presentata, fino al 26 marzo, l’opera di Gianni Colombo e Grazia Varisco.
Maestri a Milano Questa idea degli organizzatori di accoppiare gli artisti per le esposizioni, devo dire, funziona (sempre che vengano accoppiati artisti che hanno qualcosa a che fare l’uno con l’altro…). In questo caso è così: Gianni Colombo e Grazia Varisco sono stati esponenti del Gruppo T di arte cinetica e qui presentano alcune loro opere in un dialogo a distanza. A distanza perché, in effetti, lo spazio è stato diviso in due parti ben evidenziate anche dalla dominante cromatica: mentre la parte dedicata a Colombo è dominata da colori scuri, quella dedicata a Grazia Varisco spicca per la luminosità dei pannelli bianchi. La mostra non costa troppo (5.00 € l’intero, 3.50 € il ridotto) ed è aperta dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.30 (chiuso il lunedì). In ogni caso, per essere sicuri di non trovarla chiusa, sarebbe consigliabile un colpo di telefono preventivo (si tratta pur sempre di Comune…).
Senza spendere troppe noiose parole sulla poetica dei due artisti, basti dire che da questa mostra si esce
spiazzati. Nel vero senso della parola. Il filo conduttore sembra essere lo squilibrio, lo sbandamento dello spettatore, che perde punti di riferimento e si ritrova a mettere in discussione le proprie certezze (prima fra tutte la capacità di camminare). Pensate agli anni Sessanta. Pensate a un mondo che sembrava ormai delineato e sicuro, tra boom economici e sicurezze lavorative. Pensate a un’architettura razionalista che si presentava solida e inattaccabile. Tutto questo viene a cadere nella riflessione artistica di quegli anni. Nell’arte programmata e cinetica un posto importante viene preso dalla macchina: congegni che autonomamente si muovono e portano avanti il loro lavoro sotto la spinta dell’energia elettrica. Cosa ci può essere di più certo?
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Cerino incendiato dall'ingegno impaziente di roberta gnagnetti, scusi dovè il duomo
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mercoledì, 08 febbraio 2006
Essere scelto: DNA, Chimica o strategia?
Darwin era un headhunter

E’ bello essere scelti. Quante volte capita nella vita di essere scelti?
I genitori mica ti scelgono. Arrivi. Per ora non vanno in Corso Vercelli nella Boutique del Feto arredata da I Culti e, tra le tante piccole celle di formalina, indicano col ditino ‘Vogliamo lei, quella lì, KappaKappaGamma, dove c’è scritto femmina caucasica, tratti vagamente orientali, buona dentatura, capelli folti, QI 120, personalità estroversa e dominante, vanitosa, stile di leadership autoritario, stile di comunicazione e apprendimento intuitivo, soffrirà di problemi circolatori dai 35 anni e di artrite reumatoide dai 52 anni’.
Tantomeno tu scegli i genitori, ma questa è un’altra storia.
La scuola è il primo luogo dove puoi essere scelto tra tanti come amico, come migliore amico, come primo della classe, come il più bravo a fare canestro. E lì i ‘babyface’ cominciano ad essere favoriti. I babyface sono quelli che hanno i tratti del viso regolari, di solito occhioni, nasino, bel sorriso, carucci insomma, anche se dietro il dolce visino si cela un potenziale assassino di massa. I babyface anche da adulti saranno sempre leggermente avvantaggiati, se non cadono nel tunnel della droga.

babyface e tunnel della droga

Poi cresci e inizi, con pieno diritto, a cercarti un partner sessuale. Annusi in giro ed entra in gioco il ferormone, scegli e vieni scelto in base a segnali subliminali difficilmente controllabili: l’odore, appunto, o un gesto, il modo di camminare, di osservare un bicchiere vuoto. Ci si sceglie così.
E se i neurotrasmettitori non hanno fatto troppo casino, inizia la fase pavone dove la dialettica verbale e corporea predomina e sei tutto teso verso la conquista, a dimostrare che sei davvero intelligente e interessante, sessualmente attraente, trattenendoti solo per lasciare un po’ di mistero. Senza perdere il contatto visivo, lasci distrattamente intravvedere i punti forti del tuo corpo - seno/caviglia/nuca/mani/culo - e tenti di nascondere o camuffare il tuo lato oscuro, le manie, tutti quei raccapriccianti aspetti della tua personalità che hanno massacrato il rapporto precedente. Se la fase pavone funziona è ormai chiaro che sei stato scelto e si entra nella fase ormone sciolto, vai con la dopamina, che ti toglie ogni facoltà razionale e ti lascerà inebetito almeno per un paio di mesi.

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Cerino incendiato dall'ingegno impaziente di ellen, lost in style
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lunedì, 06 febbraio 2006
The Meatrix

Che cos'è Meatrix...so che ve lo state chiedendo.

Questa è la vostra possibilità di scoprirlo.

Scegliete la pillola rossa e domani avrete scordato tutto.....altrimenti prendete la pillola blu e cliccate qui sotto.

http://www.themeatrix.com/

Cerino incendiato dall'ingegno impaziente di bramante, cerinpolitik
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giovedì, 02 febbraio 2006
CittĂ  miracolose
... ovvero che fine ha fatto il turismo a Milano?

Poco più di due anni per ripristinare il teatro alla Scala e per costruire il teatro Arcimboldi. Un vero miracolo, di quelli che solo Milano sa fare, secondo il sindaco Gabriele Albertini, nell’opuscolo che spiega tutte le belle cose fatte in dieci anni dall’amministrazione comunale uscente.
Il miracolo di New York: far chiacchierare un tacchino e un padre pellegrino a proposito di quanto è bello farsi una vacanza a Manhattan, anche dopo una tragedia come quella dell’11 settembre. Lo racconta Rudy Giuliani, nella campagna per la promozione del turismo nella Grande Mela realizzata per conto dell’Office of the Mayor da Bbdo Worldwide nel novembre del 2001.
Anche l’opuscolo di Albertini è stato inviato a novembre. Sarà forse una coincidenza, così come potrebbero esserlo i numerosi riferimenti a New York: per il nostro sindaco il polo urbano nato nell'area ex Fiera sembrerà un po' il Central park.
Ma tutto questo cosa c’entra con quaccheri nerovestiti e pennuti da mettere in forno? Beh, nessuno più di questi due capisaldi della tradizione americana rappresenta il sogno made in Usa, quel miracolo che ha continuato tenacemente a sopravvivere anche dopo l’attacco alle due torri.
“New York miracle: be a part of it”. Venite a trovarci. Prima di lasciare la poltrona di sindaco al suo successore e collega di partito Mike Bloomberg, Giuliani fa appello all’orgoglio dei suoi cittadini e si spende personalmente per raccontare a tutti gli altri americani che New York non è stata messa in ginocchio. Infatti la comunicazione vince anche un New York Pride, tra i vari ori e menzioni dei principali premi internazionali destinati alla comunicazione pubblicitaria.
Alla chiamata rispondono cittadini eccellenti, Woody Allen in testa, con Ben Stiller, Kevin Bacon, oltre alla show woman Barbara Walters, all’ex campione di baseball Yogi Berra, che ha militato nei Mets e negli Yankees, e a un’istituzione come Henry Kissinger. Anche Robert De Niro e Billy Crystal sono della partita; nei panni rispettivamente del padre pellegrino e del tacchino raccontano la loro New York davanti alla macchina da presa di Barry Levinson. Il regista di “Rain Man” (ma non solo; e poi è anche produttore, autore, a volte attore) firma il soggetto che più rappresenta lo spirito vitale di questa città “fottutamente pazzesca che è New York” (Jim Carroll, "The basketball diaries").
Ci si potrebbe chiedere se gli arditi paralleli accennati da Albertini abbiano una qualsiasi corrispondenza con la realtà. In tal caso, sarebbe bello sapere che fine ha fatto il turismo a Milano, schiacciato tra una fiera e una settimana della moda.
Bisognerebbe domandarlo ai milanesi che ogni fine settimana disertano i quartieri per raggiungere un confortevole lido lontano da qui. "E perché mai?", gli si potrebbe dire, dato che il verde cittadino è circa sei volte il Central Park?
Ma soprattutto, dov'é il nostro tacchino dell'amicizia?

Cerino incendiato dall'ingegno impaziente di silvia antonini, lo spot col plot
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mercoledì, 01 febbraio 2006
La storia si pensa a distanza
Un diario di viaggio, cinema e battaglie. La guerra dei Balcani raccontata attraverso l'obiettivo della macchina da presa
di Stefano Miceli

Introduzione | Prima Parte: Presa diretta in difficoltà: TV e giornali

La guerra non può essere narrata. Non in tempo reale, almeno. La guerra è un fenomeno troppo complesso per darne una spiegazione esauriente in poco tempo, per focalizzarla in tutti i suoi aspetti, per capirla appieno. Carta patinata e frivola di rotocalco, carta molto più autorevole di quotidiano, salotti e poltroncine dei talk-show non si addicono a racconti esaurienti e obiettivi. Così o si esemplifica, limitandosi a un singolo episodio, o resta, nella sua totalità, trama indistinta e illeggibile per la carta stampata e per il piccolo schermo. Della guerra si hanno delle immagini e delle letture parziali (dalla propaganda ai racconti dei reduci), ma non si può narrare e descrivere l’insieme di grandi fatti e di piccole storie che la compongono.
(...)
La guerra nell’ex Jugoslavia non ha avuto tecnici per spiegarla, né dibattiti accesi e con molti protagonisti: è stata , anche sotto questo profilo, una guerra povera. Parole cariche di pietà impotente (e, fatalmente, un po’ retoriche) e immagini sempre uguali di dolore e morte (da dover dimenticare) hanno narrato il suo svolgimento. Nel ricordo collettivo questa guerra è sembrata nata dal nulla (in molti ricordano una Jugoslavia in pace, luogo di vacanze) e all’improvviso, originata da un odio nazionalistico ed etnico, che è apparso sproporzionato e opaco (nel suo crescere ed evolversi) e inadeguato per “giustificare” uccisioni e stupri o per legittimare l’orrenda politica della “pulizia etnica”.
(...)
La guerra, adesso, è un evento spettacolare ad alta drammatizzazione narrato dai media. È stata resa “normale”, solo uno dei tanti grandi eventi trasmessi in diretta, anche se uno dei più drammatici. Ma la guerra in TV arriva in casa insieme ad altre notizie, subito prima o dopo un film, un gioco a premi con un noto e amato entertainer. La guerra diventa spettacolo: può interessare più o meno, ma non sollecita un profondo coinvolgimento morale. Alla guerra ci si “abitua”, come a tutto quello che appare in TV. Il piccolo schermo provoca facilmente saturazione e assuefazione: anche nei riguardi del dolore e della morte. Di fronte alle immagini della guerra si provano emozioni e sentimenti, non si sceglie tra il bene e il male, ma tra chi vincerà e chi perderà e, tra questi, a chi indirizzare la propria simpatia istintiva. La ragione e la morale non hanno grande peso nel determinare questi trasporti emotivi. Anziché capire e giudicare, ci si limita ad assistere, dimenticando che ciò che si vede sta accadendo davvero, non è un film in cui i morti si rialzeranno per girare altre scene. Nella realtà il dolore uccide chi ha colpito come e più di una pallottola.

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Cerino incendiato dall'ingegno impaziente di dai balcani
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mercoledì, 01 febbraio 2006
Il Mondo è fatto a scale, c'è chi scende c'è chi sale
Chiara pensierosa batteva da dieci minuti il burro con lo zucchero mentre Nonna Luigia pelava mele raccontando dei tempi in cui faceva la ballerina...
Per Chiara, Nonna Luigia era un po' bagnino un po' annegato...

Il Mondo è fatto a scale, c'è chi scende c'è chi sale un racconto di Unduetrestella

Cerino incendiato dall'ingegno impaziente di narratori di storie
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mercoledì, 01 febbraio 2006
Una notte a Lisbona
"Può capitare a tutti durante un viaggio di conoscere, una sera scendendo da un tram, una persona speciale.
Qualcuno che sembra fatta apposta per te.
Ma nella vita, a volte, le cose non son sempre quello che appaiono ...."

Una notte a Lisbona un racconto di Maurizio Tricomi

Cerino incendiato dall'ingegno impaziente di narratori di storie
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