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HONG KONG - HOLLYWOOD | Andata e Ritorno
Come il cinema di Hong Kong abbia dialogato con quello americano nel corso degli anni. E come il cinema americano, a partire da "Matrix", abbia assorbito la lezione del cinema hongkonghese. Soprattutto nella rappresentazione dell'azione: mentre rimangono intraducibili (e non esportabili) in Occidente le dinamiche emotive di film come quelli del primo John Woo. Attraverso la visione e l'analisi di sequenze, si discuterà anche della produzione hongkonghese (e cinese) più recente, all'interno di un mercato globalizzato. Per constatare come cambino stili e linguaggi, tra adeguamento all'Occidente e resistenza di poetiche autonome: dal nuovo action di Zhang Yimou a Johnnie To.
L'incontro si terrà presso:
MOOVIE - TEATRO 5
Via Ascanio Sforza 37 - Milano
Metro: linea verde Famagosta
Linee urbane: 3; 15; 59; 71; 90; 91; 95
Dedicato a chi è in bilico tra In the mood for love e CSI.
A chi da piccolo leggeva Linus, sbirciava Valentina, ma soffriva un po’ se, due pagine oltre, Charlie Brown non riusciva ad inviare una ‘Valentina’ alla ragazzina dai capelli rossi.
A chi ha una sana passione per il cinema sud-coreano, ma custodisce morbosamente nel comodino A piedi nudi nel parco e Colazione da Tiffany in dvd.
A chi si incazza perchè il 14 Febbraio non trova un tavolo libero al ristorante.
A chi si sente offeso dal Marketing del Sentimento.
E a chi si porta in giro nella valigetta del lavoro un tapiro di pezza a righe di Muji.
Perchè ci piace tanto essere cinici, ma siamo tutti un po’ mélo, suvvia.
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Questa idea degli organizzatori di accoppiare gli artisti per le esposizioni, devo dire, funziona (sempre che vengano accoppiati artisti che hanno qualcosa a che fare l’uno con l’altro…). In questo caso è così: Gianni Colombo e Grazia Varisco sono stati esponenti del Gruppo T di arte cinetica e qui presentano alcune loro opere in un dialogo a distanza. A distanza perché, in effetti, lo spazio è stato diviso in due parti ben evidenziate anche dalla dominante cromatica: mentre la parte dedicata a Colombo è dominata da colori scuri, quella dedicata a Grazia Varisco spicca per la luminosità dei pannelli bianchi. La mostra non costa troppo (5.00 € l’intero, 3.50 € il ridotto) ed è aperta dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.30 (chiuso il lunedì). In ogni caso, per essere sicuri di non trovarla chiusa, sarebbe consigliabile un colpo di telefono preventivo (si tratta pur sempre di Comune…). Senza spendere troppe noiose parole sulla poetica dei due artisti, basti dire che da questa mostra si esce |
E’ bello essere scelti. Quante volte capita nella vita di essere scelti?
I genitori mica ti scelgono. Arrivi. Per ora non vanno in Corso Vercelli nella Boutique del Feto arredata da I Culti e, tra le tante piccole celle di formalina, indicano col ditino ‘Vogliamo lei, quella lì, KappaKappaGamma, dove c’è scritto femmina caucasica, tratti vagamente orientali, buona dentatura, capelli folti, QI 120, personalità estroversa e dominante, vanitosa, stile di leadership autoritario, stile di comunicazione e apprendimento intuitivo, soffrirà di problemi circolatori dai 35 anni e di artrite reumatoide dai 52 anni’.
Tantomeno tu scegli i genitori, ma questa è un’altra storia.
La scuola è il primo luogo dove puoi essere scelto tra tanti come amico, come migliore amico, come primo della classe, come il più bravo a fare canestro. E lì i ‘babyface’ cominciano ad essere favoriti. I babyface sono quelli che hanno i tratti del viso regolari, di solito occhioni, nasino, bel sorriso, carucci insomma, anche se dietro il dolce visino si cela un potenziale assassino di massa. I babyface anche da adulti saranno sempre leggermente avvantaggiati, se non cadono nel tunnel della droga.

Poi cresci e inizi, con pieno diritto, a cercarti un partner sessuale. Annusi in giro ed entra in gioco il ferormone, scegli e vieni scelto in base a segnali subliminali difficilmente controllabili: l’odore, appunto, o un gesto, il modo di camminare, di osservare un bicchiere vuoto. Ci si sceglie così.
E se i neurotrasmettitori non hanno fatto troppo casino, inizia la fase pavone dove la dialettica verbale e corporea predomina e sei tutto teso verso la conquista, a dimostrare che sei davvero intelligente e interessante, sessualmente attraente, trattenendoti solo per lasciare un po’ di mistero. Senza perdere il contatto visivo, lasci distrattamente intravvedere i punti forti del tuo corpo - seno/caviglia/nuca/mani/culo - e tenti di nascondere o camuffare il tuo lato oscuro, le manie, tutti quei raccapriccianti aspetti della tua personalità che hanno massacrato il rapporto precedente. Se la fase pavone funziona è ormai chiaro che sei stato scelto e si entra nella fase ormone sciolto, vai con la dopamina, che ti toglie ogni facoltà razionale e ti lascerà inebetito almeno per un paio di mesi.
Che cos'è Meatrix...so che ve lo state chiedendo.
Questa è la vostra possibilità di scoprirlo.
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Poco più di due anni per ripristinare il teatro alla Scala e per costruire il teatro Arcimboldi. Un vero miracolo, di quelli che solo Milano sa fare, secondo il sindaco Gabriele Albertini, nell’opuscolo che spiega tutte le belle cose fatte in dieci anni dall’amministrazione comunale uscente.
Il miracolo di New York: far chiacchierare un tacchino e un padre pellegrino a proposito di quanto è bello farsi una vacanza a Manhattan, anche dopo una tragedia come quella dell’11 settembre. Lo racconta Rudy Giuliani, nella campagna per la promozione del turismo nella Grande Mela realizzata per conto dell’Office of the Mayor da Bbdo Worldwide nel novembre del 2001.
Anche l’opuscolo di Albertini è stato inviato a novembre. Sarà forse una coincidenza, così come potrebbero esserlo i numerosi riferimenti a New York: per il nostro sindaco il polo urbano nato nell'area ex Fiera sembrerà un po' il Central park.
Ma tutto questo cosa c’entra con quaccheri nerovestiti e pennuti da mettere in forno? Beh, nessuno più di questi due capisaldi della tradizione americana rappresenta il sogno made in Usa, quel miracolo che ha continuato tenacemente a sopravvivere anche dopo l’attacco alle due torri.
“New York miracle: be a part of it”. Venite a trovarci. Prima di lasciare la poltrona di sindaco al suo successore e collega di partito Mike Bloomberg, Giuliani fa appello all’orgoglio dei suoi cittadini e si spende personalmente per raccontare a tutti gli altri americani che New York non è stata messa in ginocchio. Infatti la comunicazione vince anche un New York Pride, tra i vari ori e menzioni dei principali premi internazionali destinati alla comunicazione pubblicitaria.
Alla chiamata rispondono cittadini eccellenti, Woody Allen in testa, con Ben Stiller, Kevin Bacon, oltre alla show woman Barbara Walters, all’ex campione di baseball Yogi Berra, che ha militato nei Mets e negli Yankees, e a un’istituzione come Henry Kissinger. Anche Robert De Niro e Billy Crystal sono della partita; nei panni rispettivamente del padre pellegrino e del tacchino raccontano la loro New York davanti alla macchina da presa di Barry Levinson. Il regista di “Rain Man” (ma non solo; e poi è anche produttore, autore, a volte attore) firma il soggetto che più rappresenta lo spirito vitale di questa città “fottutamente pazzesca che è New York” (Jim Carroll, "The basketball diaries").
Ci si potrebbe chiedere se gli arditi paralleli accennati da Albertini abbiano una qualsiasi corrispondenza con la realtà. In tal caso, sarebbe bello sapere che fine ha fatto il turismo a Milano, schiacciato tra una fiera e una settimana della moda.
Bisognerebbe domandarlo ai milanesi che ogni fine settimana disertano i quartieri per raggiungere un confortevole lido lontano da qui. "E perché mai?", gli si potrebbe dire, dato che il verde cittadino è circa sei volte il Central Park?
Ma soprattutto, dov'é il nostro tacchino dell'amicizia?
Introduzione | Prima Parte: Presa diretta in difficoltà: TV e giornali
Il Mondo è fatto a scale, c'è chi scende c'è chi sale un racconto di Unduetrestella
Una notte a Lisbona un racconto di Maurizio Tricomi
NARRATORI DI STORIE
I racconti dei macchinisti della Macchina dei Sogni
OMBRE ELETTRICHE
Saggi e recensioni dei macchinisti della Macchina dei Sogni


