gli INGEGNI IMPAZIENTI della

"Cerini da Viaggio è un motore alimentato dal propellente della creatività e messo in moto dalla comunità solidale di tutti gli ingegni impazienti. Genera conoscenza connessioni incontri, alimenta passioni, traduce sogni in scintille e non danneggia l'ozono!"

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lunedì, 30 gennaio 2006
La regia dei contributi extra
di Giacomo Gatti

PRIMA PARTE | SECONDA PARTE

Prima di essere operativi e organizzare troupe e riprese per la produzione di contributi extra, e ancor prima dello studio del film preso in esame, occorre fare un’attenta valutazione di chi sia la casa distributrice, di quale potrà essere il possibile pubblico e di che tipo di operazione editoriale si tratti.
Queste valutazioni portano da subito a definire in linea di massima lo stile da adottare. Per la collana CristaldiFilm si è pensato a un linguaggio tradizionale, con inquadrature classiche, un’illuminazione di tipo cinematografico dai toni caldi, un montaggio nascosto, privilegiando i contenuti ed eliminando totalmente la voce dell’intervistante.
Realizzare i contributi extra nella pratica significa confrontarsi/scontrarsi con tre principali variabili: intervistati, budget e minutaggio.
I protagonisti della collana Cristaldi sono spesso monumenti di storia del cinema. Purtroppo in pochi sono ancora in vita e il primo grande sforzo è stato quello di raggiungerli. Suso Cecchi d’Amico, Gillo Pontecorvo, Ennio De Concini, Peppino Rotunno, Piero Tosi…
Ho sempre pensato che fosse importante ambientare le interviste nelle loro case. Avere come sfondo le pareti i mobili, gli oggetti che sono invecchiati con loro. Non è stato sempre facile fare irruzione con una troupe e iniziare a spostare cose… ma con grande cortesia siamo riusciti spesso a ottenere risultati insperati. Tutto deve essere fatto il più velocemente possibile, si tratta in fondo di costruire una sola inquadratura, ma proprio per questo occorre maggiore attenzione, maggiore sintesi, anche nella previsione di tutti quei piccoli movimenti che l’intervistato farà nel corso della chiacchierata. Spesso è stato appassionante accorgersi di come l’emozione prendeva il sopravvento sulle parole e su come il ricordo di quegli anni gloriosi li rendesse fragili…

…CONTINUA>>

Cerino incendiato dall'ingegno impaziente di giacomo gatti, divine immagini digitali
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lunedì, 30 gennaio 2006
a straght story
Toglietevi le scarpe, stappate una birra, scegliete la vostra sedia più comoda.
Rilassatevi, semplicemente respirate a fondo.
Percepite il vostro corpo dentro lo spazio.
La felicità compensa in altezza ciò che le manca in lunghezza

A Straight Story un racconto di Stefano Miceli

Cerino incendiato dall'ingegno impaziente di narratori di storie
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lunedì, 30 gennaio 2006
Un tram chiamato desiderio
L’irrazionale lo fai uscire dalla porta e ti rientra dalla finestra,quindi tanto vale riconoscerlo.
E’questa la filosofia che porta tre amiche a rivolgersi ad una cartomante e ad una di loro di accettare la magia che le permette di entrare nel sogno.

Un tram chiamato desiderio un racconto di STO

Cerino incendiato dall'ingegno impaziente di narratori di storie
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giovedì, 26 gennaio 2006
se questo è giornalismo
Durante un intermezzo della lezione della scorsa settima di ombre elettriche, si commentava che il giornalismo è morto.
Si parlava del giornalismo di ricerca, quello che nasce dalla curiosità e dalla volontà di conoscere. Forse è per questo che oggigiorno un fatto di cronaca come per esempio la strage del Columbine è raccontata in maniera più approfondita da Micheal Moore e Gus Van Sant che non dai mezzi di informazione tradizionale. La rete però, come diceva già Bramante, è e può diventare uno strumento importante per recuperare nuove informazioni in maniera autonoma, bi(tri-quadri-enne)partisan e libera.
Sebbene si stia cercando di farci credere il contrario, in Italia la percentuale di persone digitalmente alfabetizzate è drasticamente bassa.
Eppure… eppure segnali di cambiamento sembrano arrivarci. Le webzine (testate giornalistiche presenti solo on-line) sono in continuo aumento: molte nascono, alcune periodicamente muoiono, ma il trend è decisamente in aumento. Sono tantissime i siti dedicati alle nuove tecnologie, all’informazione, all’informazione dall’estero, alla musica, al cinema e via dicendo.
Per quanto riguarda il cinema sono tantissimi i siti che fanno informazione e coniugano un linguaggio simile a quello della critica, ma che si rifà al mondo dei blog. Infatti non è raro incappare in cineblogger che sono anche critici “ufficiali”.
A tal proposito consiglio la lettura di FilmUp, CinemAvvenire, HideOut, CineBoom, Cinema 4 stelle, ma ce ne sono tante altre (e se avete delle preferenze, segnalatecele nei commenti).
L’informazione, anche quella cinematografica, sta cambiando e forse gli italiani se ne stanno accorgendo, anche se forse non è un bella notizia. Leggete quello che è successo a Bonekamp e tremate: il “malcostume” sta iniziano a serpeggiare anche in rete.
Cerino incendiato dall'ingegno impaziente di sarathehutt, webdrome
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giovedì, 19 gennaio 2006
Uno Spot per l'agricoltura organica
E' in inglese ma comunque il riferimento è talmente chiaro da rendere la conoscenza della lingua utile ma non indispensabile.

Cos'altro aggiungere:

"MAY THE FARM BE WITH YOU!"

Ecco il link:

www.storewars.org

Cerino incendiato dall'ingegno impaziente di bramante, segnalazioni
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mercoledì, 18 gennaio 2006
Buoni propositi
In effetti è già quasi un mese che siamo nel 2006 quindi i giorni dei buoni propositi per l’anno nuovo sono passatelli ormai.
Ma perché bisogna essere così precipitosi
Sì, ci hanno insegnato che quando ci sono di mezzo i soldi non c’è tempo da perdere e infatti abbiamo imparato: il 20 ottobre i panettoni sono già nei supermercati, il 5 novembre il presepe è già pronto, il 15 dicembre le vetrine espongono i costumi da bagno e il 18 dicembre molti di noi hanno già fatto il veglione per portarsi avanti.
Ma qui non c’è bisogno di guadagnare tanto. Ho incontrato il 2006 si è instaurata tra noi una certa naturalità se non proprio confidenza e ora mi sento pronta a elencare, con calma, le mie regole per un 2006 obliquo.
  1. vederla da un altro punto di vista
  2. ascoltare l’elettricità fino a commuoversi
  3. stare attenti, l’attenzione veicola la commozione
  4. distrarsi
  5. vederla da un altro punto di vista ancora
  6. se ci passano qualcosa da fumare, fare qualche tiro
  7. prendersi tutta la pioggia possibile prima che diventi un pericolo
  8. divertirsi con nuovi oggetti di pensiero
  9. rivederla dal primo punto di vista, quello che da solo non andava bene
  10. non rannuvolarsi per pigrizia
  11. bollire la verdura per domani
  12. giocare alle tre carte con i punto di vista accumulati
  13. continuare a ignorare il modo di affrontare l’argomento
  14. coltivare una certa pigrizia
  15. affrontarlo comunque
Ho finito. Segnalo solo la cosa più commuovente della prima lezione di quest’anno: un intervento di Sarathehutt, nel bel mezzo del discorso della Chicca, che mi ha fatto riflettere su quanto gli appassionati di cinema siano personaggi diabolici. Ma come fa Sara a sapere che Luchino Visconti pretendeva dagli scenografi gli armadi pieni anche se la sceneggiatura non prevedeva la loro apertura?
Mistero.
Cerino incendiato dall'ingegno impaziente di daily dreams, lio
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lunedì, 16 gennaio 2006
chador occidentale
Fatema, Eve e L’Oréal: ricatto del corpo femminile e chador occidentale. Ci stanno ancora fregando. O forse no.

Mi capita di scegliere letture inconsciamente convergenti. Questo è il periodo del senso del corpo femminile, dei canoni di bellezza imposti e delle condizioni della donna tra Oriente e Occidente. Credo. Temi leggeri. C’è un nodo. Formulo addirittura pensieri complessi e articolati, ma la grande teoria non emerge. Solo dicotomie un po’ bloccate.

Chador orientale

• Donne naturalmente rotonde e velate nei paesi islamici e induisti. La shari’a – che ha valore di legge - impone il chador alla donna nei luoghi pubblici. Lo spazio pubblico è riservato all’uomo, al maschile. La donna e il femminile sono relegati nello spazio privato. Coprire il capo nei luoghi pubblici è il modo per accedere alla strada, alla piazza, all’educazione e alle professioni, finalmente possibili, e mescolarsi con i passanti, gli uomini, i turisti occidentali, il commercio. Uscire dall’Harem. Il corpo della donna nell’Islam di oggi fa ancora paura. Fatema Mernissi, marocchina, in ‘L’Harem e l’Occidente’ (Giunti, 2000) sostiene che l’Islam storicamente vede nel femminile un doppio rischio: quello della seduzione della parola e quello della seduzione del corpo. La donna è l’Altro, il suo cervello e il suo corpo fanno paura. La donna ha le ali, ma l’uomo la chiude nell’harem per non farla volare. Fatema legge Kant e capisce che in Occidente bellezza e intelligenza non possono coesistere in una donna. Lo dice l’uomo. Nell’India induista di oggi, il corpo della donna è ugualmente celato. Le abluzioni sacre si fanno con il sari addosso (occidente: non è sexy per noi un corpo vestito e bagnato? Vecchio calendario di Max della Canalis con la classica camicetta di cotone bianco leggero bagnato), la turista occidentale deve coprire il proprio corpo per rispetto del senso del pudore locale, per non offendere e non essere offesa dalla cultura ospite. Cultura decisa dall’uomo.

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Cerino incendiato dall'ingegno impaziente di ellen, lost in style
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lunedì, 16 gennaio 2006
Lode al Gandhi
"Vacca boia Gandhi, ti devi svegliare! Siamo in ritardo!"

Lode al Gandhi un racconto di Federico Tavola

Cerino incendiato dall'ingegno impaziente di narratori di storie
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lunedì, 16 gennaio 2006
quindes
Spesso mi sono domandato quali possano essere i pensieri della moltitudine di persone che hanno deciso di abbandonare le proprie povere origini per venire a vivere in una città come Milano, tanto "civilizzata", quanto ostile

Quindes un racconto di GiNa

Cerino incendiato dall'ingegno impaziente di narratori di storie
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venerdì, 13 gennaio 2006
Classificona 2005
Quando internet non esisteva io iniziavo la mia giornata verso le 11 quando finalmente il mio cervello usciva dal torpore del sonno (dopo oltre ben due ore dalla sveglia) e riuscivo a capire dove mi trovavo. Ora la mia vita è cambiata… so che la giornata sta decollando nel momento in qui ho il tempo di leggere i nuovi post dei miei blogger preferiti (Cerini a parte, ovviamente): Gokachu (di cui abbiamo già parlato), Kekkoz, Ohdaesu, Eriadan (vignette MERAVIGLIOSE) e tanti altri che piano piano cercherò di farvi conoscere.
Se ancora non siete riusciti ad entrare nel meccanismo del mondo della blogsfera, la fine dell’anno e, forse, il momento migliore. Si perché è il momento dei bilanci e da che mondo e mondo, nel cinema, i bilanci si fanno con delle classifiche.
I cineblogger, o quanto meno la maggior parte, conclude l’anno vecchio o inaugura l’anno nuovo con la personalissima classificona. Personalissima perché ognuno la stila in base a regole scritte e approvate da se medesimo seguendo valutazioni e categorie a volte improbabili, a volte geniali… ma statene certi… sempre divertenti da leggere e dalle quali imparare titoli nuovi (forse non per il Deus Ex Macchina, ma per noi comuni mortali…). Kekkoz per esempio ha visto TUTTO e cita i film in rigoroso ordine di gradimento. Gokachu e Ohdaesu hanno creato alcune categorie meravigliose come “Film che non mi aspettavo granché e invece no” o “fidanzate dell’anno”. Infamous stupisce tutti con un primo posto che fa impallidire, ma che è terribilmente dettato dal cuore e quindi ci piace.

Io non volevo essere da meno, ma visto che quest’anno ho visto molto poco al cinema, ma tra quei pochi non mancano molti blockbusters, ho stilato la mia personale classifica dei 3 film che sono andata a vedere al cinema e per i quali mi sono chiesta: “Ma con tutti i soldi e le maestranze che avevano a disposizione… ma come gli è venuto in mente?”, ovvero come fare a sprecare soldi e ingegno per produrre un film che alla fine non piace nemmeno al “popolino”:

  • Madagascar di Eric Darnell e Tom McGrath
    da cui ci si aspettava la solita Pixar e invece… che pixzzar!
    UPDATE per correzione errore: dal trailer ci si aspettava una Dreamworks in salsa Pixar e invece... che pixzzar!
  • I Fantastici 4 di Tim Story
    che altro non è che un brutto pilota per una brutta serie TV (nonostante quel gran pezzo d’uomo di Julian McMahon)
  • Chicken Little – Amici per le penne di Mark Dindal
    più ci ripenso più mi stupisco di quanto la storia fosse trita e ritrita, i disegni fossero brutti, i personaggi male abbozzati e banali: la tridimensionalità più bidimensionale che abbia mai visto!
 E voi? Quali film del 2005 vi hanno entusiasmato? Quali vi hanno deluso?

UPDATE 18/01/2005: classificona 2005 della cineblogger connection

Cerino incendiato dall'ingegno impaziente di sarathehutt, webdrome
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giovedì, 05 gennaio 2006
Nuovi Montaggi 2
TAV-OR : Come far ingoiare la medicina amara, farci tanti soldi e farli ad alta velocità…

"i valligiani avranno pure le loro ragioni, ma la Tav serve all’economia del paese”

“però nessuno si lamentava quando i cantieri erano aperti per costruire gli impianti sciistici..”

“L’egoismo di pochi non può avere la meglio sull’interesse di molti”

Quanti di noi hanno sentito pronunciare frasi del genere o sostanzialmente simili negli ultimi mesi? Ma quanti di noi effettivamente hanno approfondito l’argomento tanto da poter dire che queste frasi non siano il frutto di una massiccia campagna mediatica ma il risultato di una riflessione scevra da condizionamenti, di una ricerca argomentata? Il fatto è che il problema non è soltanto d’opinione perché quando si parla di Tav si parla di soldi pubblici, di come questi vengono investiti e nelle tasche di chi finiscono. Colpisce il fatto che quelle stesse frasi che ho riportato sopra e che mi è capitato di sentire qua e là, rispecchino sostanzialmente il pensiero dei nostri delegati ad amministrare la cosa pubblica, maggioranza e opposizione in una rara sinfonia bipartisan. Quello che davvero raramente ho sentito dire è che i Valsusani forse si sono svegliati prima di noi nel difendere interessi di tutti, non solo i loro; Che se hanno perso la pazienza è perché da venti anni a questa parte, in quel fazzoletto di terra ne succedono di tutti i colori. Ad esempio nessuno dice che i Valsusani hanno già sopportato i disagi causati dal raddoppio della ferrovia preesistente (concluso nel 1977) che doveva arrivare a supportare un traffico di merci di 15 milioni di tonnellate l’anno (quantità mai raggiunta!). Oppure che hanno visto scavare nel letto della Dora l’autostrada aperta dal 1992 che è costata espropri di terreni non ancora saldati, con la promessa di costruire nuovi argini mai conclusi, mentre nel 2000 con l’alluvione la Dora ha smesso di aspettare, ancora prima dei valligiani,esondando. Nessuno ricorda che è proprio di quelle zone l’unico comune del Nord sciolto per Mafia, perché tutti quei cantieri e subappalti hanno consegnato Bardonecchia nelle mani della ‘ndrangheta. E nessun altro dice che tra Borgone e Bussoleno, dove dovrebbe sorgere lo scambio tra la nuova e la vecchia linea, l’acciaieria Beltrame provoca tassi d’inquinamento tra i più elevati d’Italia o che a Balangero c’è la più grande cava d’Amianto a cielo aperto d’Europa ora inattiva ma che è indicativa della quantità d’amianto che gli scavi della Tav porterebbero alla luce.
Mi correggo, non è vero che non ne parla nessuno, ne parlano alcune riviste ed alcuni quotidiani (dai quali io stesso traggo queste notizie) la cui utenza però, non sfiora nemmeno minimamente il pubblico raggiunto dalla comunicazione di massa che chissà perché su certi argomenti preferisce nicchiare.

Ma a che serve? Il progetto della nuova linea che unirà Torino e Lione ha un costo preventivato di 15,2 miliardi di Euro e una previsione di realizzazione di circa 15 anni. Nessuna utilità effettiva dunque (sempre che costi e tempi non si dilatino il che non sorprenderebbe) fino almeno al 2023. Consideriamo che l’eurotunnel, quello che passa sotto la manica, è costato meno (13 miliardi di Euro) ed è gia fallito due volte per mancanza di traffico. Anche la nuova Tav secondo molti esperti è assolutamente sovradimensionata: potrà convogliare circa 100 milioni di tonnellate di merci l’anno. Ma il traffico ferroviario transalpino è in calo costante, fatta eccezione per Sempione e Gottardo. Dal Frejus oggi passano merci per un ammontare di 7 milioni di tonnellate l’anno (10 mln nel ’97) e tra Italia e Francia non si prevedono clamorose svolte nei rapporti di scambio. Inoltre il 70%delle merci che passano dal Frejus corrono lungo la direttrice Est-Ovest e non Nord-Sud, Da questo punto di vista le linee svizzere sono molto più competitive. 

Chi paga, Chi intasca? Per i lavori si sono alleate Ferrovie francesi (Rff) e italiane (Rfi) che hanno costituito al 50% la Ltf, Lyon Turin Ferroviaire con il compito di progettare e appaltare la superlinea. Ma sebbene il controllo della società sia al 50%, Lunardi ha deciso che gli Italiani pagheranno il 63% della tratta internazionale (4,2 miliardi) più l’intera tratta nazionale (2,4 miliardi) per un totale di 6,6 miliardi presi dalle casse dello stato Italiano; parecchio se si considera che la supergalleria è in territorio italiano solo per 8 km e 45 in quello francese. Poco male per il ministro dato che intanto ad incassare sarà la Rocksoil della famiglia (ma guarda un po’) Lunardi, incaricata delle prime trivellazioni su suolo Francese (come ti aggiro il conflitto d’interessi usando soldi Italiani su suoli stranieri..) mentre in Italia incasserà la Cmc di Ravenna, una bella Cooperativa rossa, così si spiega come mai l’accordo è Bipartisan e nessuno si lamenta (a parte i diessini della Valsusa e le comunità montane, beninteso). Del resto il responsabile nazionale delle infrastrutture è quel Cesare De Piccoli che fu indagato e processato (prescritto) per aver incassato mazzette dalla Fiat ai tempi di Tangentopoli,  forse sono prevenuto ma...

...Ivan Cicconi in un saggio di diversi anni fa sosteneva che l’alta velocità sarà la tangentopoli del futuro. Forse il Futuro è già qui e gli abitanti della Valsusa sono forse più avanti di noi che ci illudiamo di dormire sonni tranquilli.

Un' ultima domanda: chi rappresenta tra le istituzioni questi punti di vista? chi voteremo se la pensiamo così dato che non c'è una voce nelle alte istituzioni a prendere con decisione le parti dei valligiani e, in sostanza di tutti noi?

Libero Nuovo Montaggio di Articoli presi da: Corsera, Repubblica, Diario, Internazionale.
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